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11 novembre 2007. L'uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica | Radio Tor Vergata
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11 novembre 2007. L'uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica

Evento 11 novembre 2007. L'uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica

11 novembre 2007. L'uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica

Difficile scrivere un articolo sul caso Gabriele Sandri, difficile recensire un libro che tiene incollato il lettore fino all’ultima parola e all’ultima foto, difficile non sentirsi attanagliati da un vago senso di colpa per essere stata vittima di preconcetti. Si lo ammetto! Quando Fabio Caravello, membro del nostro staff, mi ha chiesto di poter presenziare alla conferenza/presentazione del libro su Gabriele Sandri, che si è tenuta presso la Facoltà di Lettere e Filosofia giovedì 5 febbraio, ero piuttosto scettica. Ho accettato perché mi sembrava doveroso, sia per questioni di etica professionale, sia per questioni di amicizia e collaborazione, ma era chiaro che lo stavo facendo controvoglia! Per correttezza, visto la presenza alla conferenza di Maurizio Martucci, autore del libro, di Cristiano Sandri, fratello di Gabriele e del giornalista Vanni Maddalon, mi sono procurata una copia del libro e ho iniziato a documentarmi su un caso che non aveva mai particolarmente attirato la mia attenzione, fatta eccezione, naturalmente, per lo sdegno iniziale: era morto un ragazzo di soli 26 anni! Poi è successo qualcosa! Ho iniziato a sfogliare le pagine, mi sono soffermata sulle foto, ho iniziato a comprendere tutta una serie di meccanismi che si agitavano, segreti, dietro un caso che ha dell’incredibile. Doppio stupore! Non solo non vi erano messaggi di fede politica o di fede calcistica ma la vicenda veniva analizzata con perizia, cura dei dettagli, linguaggio tecnico ma anche “emotivo” e la realtà, la “difficile realtà” veniva lentamente fuori. Un libro per non dimenticare, come ha affermato l’autore in occasione della prima presentazione del testo avvenuta in Campidoglio e come ha ribadito, giovedì alla nostra presenza. Un libro per “rompere il muro di silenzio calato intorno all’omicidio di Gabriele e riportare nella giusta collocazione gli accadimenti di quel giorno”; per combattere il “silenzio assordante” di tutti questi mesi, perché la “giustizia ingiusta sarebbe una sconfitta per tutti quanti noi” e perché, alla fine, ci sentiamo tutti un po’ Gabriele Sandri. Maurizio Martucci, guardandoci dritto negli occhi, afferma: “Ho scritto questo libro non come giornalista, né come scrittore (tra l’altro l’autore non conosceva la famiglia Sandri) bensì come cittadino della Repubblica Italiana”. Un libro (edito da Sovera) triste, amaro, che permette di fissare gli accadimenti del 11 novembre del 2007, una delle pagine più nere della recente storia italiana e che ha soprattutto il grande merito di non voler dare risposte ma fornire al lettore i mezzi per arrivare da solo a trarre delle conclusioni. Conclusioni su quel viaggio, sugli spari, sulla comunicazione deficitaria dei media, su quello che successe subito dopo. Interviene Cristiano. Al di là del dolore incommensurabile ciò che maggiormente ha offeso la famiglia Sandri è stato l’irreale silenzio caduto sulla vicenda personale. Si sono susseguite dirette TV, dibattiti, edizioni speciali dei telegiornali di tutte le reti e tavole rotonde ma nessuno parlava di Gabriele. Le parole che rimbalzavano erano solo stereotipi e pregiudizi, gli stessi che, sbagliando, avevo, anche io, fatto miei, “Ultrà”, “tifoseria violenta”, “spari in aria”, violenza negli stadi” …… E Gabriele? quel ragazzo che aveva solo 26 anni?, quel ragazzo che faceva ballare i giovani di tutta Italia? quel ragazzo sorridente e ottimista che lavorava nell’azienda di famiglia? Di lui nessuno ci ha detto nulla!
Fortunatamente ci ha pensato Maurizio Martucci, con un libro giusto, equilibrato, corretto, che mi auguro che tutti abbiano la voglia e la curiosità di leggere…..anche solo per capire!
In ultimo il mio ringraziamento a Fabio, emozionato moderatore della conferenza, a tutti gli ospiti intervenuti, al Preside della Facoltà di Lettere, Prof. Rino Caputo, che ha presenziato all’intero evento, all’amico Valerio che non mi ha lasciato sola …. perché a volte nella vita è bello poter dire “scusate mi ero sbagliata” e poter condire il tutto con un sentito GRAZIE!

Consiglio di consultare il blog di Gabriele Sandri (www.gabrielesandri.it) per ottenere informazioni su tutte le molteplici iniziative.


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