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14 novembre 2008: la piazza chiama …. Tor Vergata risponde! | Radio Tor Vergata
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14 novembre 2008: la piazza chiama …. Tor Vergata risponde!

Altro che Onda! E’ stato un fiume in piena quello che ha invaso la Capitale venerdì 14 novembre! Come già in occasione della manifestazione nazionale in difesa della scuola pubblica del 30 ottobre, anche in questo caso sono scese in piazza studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico amministrativo per dire No ai tagli, al blocco del reclutamento, all’assenza di risorse, al provvedimento ammazza-precari di Brunetta e ad una legge che sembrerebbe voler bloccare il futuro delle scuole e delle Università. “Ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città”. Queste le parole urlate dai tre cortei studenteschi, promesse mantenute pienamente! E’ stata una protesta con due anime: quella del sindacato e quella degli studenti, due movimenti che si sono sfiorati ma non uniti o confusi. I cortei degli studenti sono partiti da diversi punti della Capitale per potersi unire a Piazza della Repubblica da cui è partita la vera Onda: migliaia di buste di plastica azzurre che si alzano percorrendo Via Cavour al grido di “Travolgiamoli!”. E dietro più di trecentomila manifestanti con le loro storie, i loro striscioni, le loro speranze! Più ironia che astio, striscioni irriverenti, tanta allegria, migliaia di mani alzate e soprattutto nessuna bandiera politica. E’ stata una manifestazione pacifica, come promesso dalle associazioni studentesche. Nonostante l’imponente cordone di polizia, non ci sono stati scontri, solo qualche fumogeno e tanta voglia di esserci e partecipare, uno sterminato insieme di anime che compongono l’Onda pacifica.
Come sempre le cifre reali sono ignote: la questura dirà prima che hanno sfilato non più di 30.000 persone, poi correggerà il tiro arrivando a 100.000; le associazioni studentesche parlano di più di trecentomila persone. A noi i numeri non interessano, interessa sapere che ci siamo stati, che abbiamo protestato per il nostro futuro e per quello degli studenti che verranno dopo di noi, che eravamo tanti, sempre di più.
Verso le cinque è iniziata l’opera di deflusso verso le proprie facoltà occupate. Ci siamo lasciati indietro tante bottigliette di acqua, forse un po’ troppe cartacce, palloncini scoppiati ma soprattutto la consapevolezza che questo movimento non si fermerà fino a quando non otterrà ciò che vuole. Sono ancora tante le battaglie da portare avanti e tutte importantissime. Le prossime settimane saranno ancora caratterizzate da mobilitazioni, occupazioni nelle scuole e negli Atenei di tutto il Paese, ma anche concerti, conferenze, lezioni “diverse” e, ci ripetiamo, la voglia di esserci e partecipare.


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