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A lezioni di democrazia dalle donne irachene | Radio Tor Vergata
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A lezioni di democrazia dalle donne irachene

Articolo Generico A lezioni di democrazia dalle donne irachene

Sono stata a lungo indecisa se scrivere il solito articolo sulla festa della donna o se dare la priorità ad una notizia dalla portata rivoluzionaria, una di quelle notizie che ti fa ancora sperare nella possibilità del cambiamento. Ieri, infatti, mentre il popolo italiano si divideva sul decreto legislativo “salva-liste” (io personalmente ero in Piazza Navona con il popolo viola per dimostrare tutta la mia indignazione), in Iraq si scriveva una pagina della storia mondiale.
Nonostante le minacce e gli attentati terroristici (che hanno mietuto 38 vittime e centinaia di feriti) gli iracheni sono andati in massa alle urne, con la voglia di cambiare, di essere, per una volta, guidati dalla propria volontà e non dalla paura.
La democrazia ha ampiamente vinto e a fine serata i numeri sull’affluenza erano quasi incredibili, al di là di ogni più rosea aspettativa. Nelle zone sunnite, dove cinque anni fa l'astensione era stata pressochè totale, si sono raggiunte vette del 90% di partecipazione (a Diyala 91% e a Samarra 82%). Nell'Anbar, provincia a lungo insanguinata dalla guerriglia, i seggi sono stati affollati fino a tarda sera.
La sfida sembra essere ridotta alle cinque coalizioni principali, fra cui quella del premier Al Maliki che ha già vinto le elezioni provinciali del gennaio 2009 e quella del suo sfidante Allawi, sciita anche lui ed ex premier, che si propone come uomo della conciliazione e del laicismo. A differenza delle elezioni del dicembre 2005, questa volta è stato usato il sistema di voto «a lista aperta», nel quale cioè l'elettore, oltre a scegliere il partito, può esprimere la preferenza per un candidato. Per i risultati sarà necessario aspettare: per la metà di marzo si prevedono i risultati preliminari ma per quelli definitivi i tempi saranno molto più lunghi.

Ma quello che più mi preme sottolineare è che queste elezioni hanno le fattezze e le dita affusolate e nere di inchiostro delle donne. Una fila ininterrotta di chador che si sono allineati fuori dalle urne, volti anziani e segnati da lutti, terrore e povertà ma anche occhi e visi sorridenti e leggermente truccati.
Questa è la vera festa delle donne!!!
Almeno un quarto dei deputati del prossimo parlamento iracheno sarà composto da donne. Lo ha stabilito la Costituzione, mentre 1.800 candidate su un totale di 6.172 si propongono di aumentare l'influenza politica femminile nel nuovo parlamento iracheno. Le deputate, ha spiegato Mohammed Naji, docente di Scienze Politiche presso l'Università di Baghdad, stanno lavorando duramente, ma c'è ancora molta strada da fare. Come sappiamo, un viaggio di mille miglia inizia con un passo. Le donne in chador e niqab hanno cominciato a camminare …. Impariamo da loro!

Federica Lorini


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