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A Tor Vergata, dopo le lauree in notturna, ora quelle con le tre I

Articolo Generico A Tor Vergata, dopo le lauree in notturna, ora quelle con le tre I

Comunicato stampa del 21 settembre 2010

Dopo le lauree in notturna e quelle a luci spente, docenti e ricercatori di Ingegneria Informatica di Tor Vergata continuano a cercare nuovi modi per manifestare, alla presenza delle famiglie dei laureandi, il proprio disagio nei confronti di scelte che mettono a rischio la sopravvivenza dell'Università Pubblica.

Per sottolineare tale disagio, durante la seduta di laurea magistrale di domani [NdR. 22 settembre 2010] presso la Facoltà di Via del Politecnico, dalle ore 15, alcune tesi saranno presentate e discusse parte in italiano e parte in inglese. Naturalmente, trattandosi di ingegneria, le tesi riguarderanno impresa e informatica, così, per una volta, si troveranno insieme le famose “Tre I” di una famosa (e dimenticata) promessa elettorale.

L’iniziativa, apparentemente estemporanea, vuole anzitutto dimostrare che, nonostante le reiterate azioni di questi “politici”, nell’Università Pubblica le lauree continuano ad essere di livello internazionale. Questo, dicono docenti e ricercatori, è avvenuto solo grazie al loro impegno, al sovraccarico di lavoro (non dovuto!) a cui molti di loro, specialmente i Ricercatori, si sono sottoposti.

Con l’avvenire che ora si prefigura per l'Università, sembra molto difficile che i migliori giovani ingegneri possano decidere di avviarsi alla carriera accademica. Appare infatti improbabile che un brillante neo ingegnere possa ragionevolmente valutare come accettabili i rischi connessi ad anni di precariato nell’Università italiana rispetto a quanto offerto dalle nostre aziende e ancor più da quasi tutto il resto del mondo sviluppato.

Si sente dire, purtroppo da più parti, che se il precariato degli “Assistant Professor” va bene per le università spagnole allora esso andrà bene pure per quelle italiane; si trascura però una piccolissima differenza: noi non abbiamo il bacino dell’America Latina da cui attirare giovani di valore, parlanti la nostra lingua e desiderosi di diventare docenti precari qui da noi. Si sente anche dire che una soluzione potrebbe essere mettere in pensione a 62-65 anni i professori, come si fa negli Stati Uniti e in tanti altri posti. Anche qui ci si dimentica una piccolissima differenza da mettere in conto: quei professori americani andranno pure in pensione prima dei nostri, ma loro l’università non la lasciano mai, se vogliono e finché vogliono: diventano “Research Professor” e così continuano a fare ricerca, a procurare progetti, a curare corsi di dottorato, dunque, a svolgere le attività primarie di un professore universitario.

La nuova iniziativa della Commissione di laurea di Tor Vergata tende allora a condividere con tanti altri l’amarezza nei riguardi della visione strategica che da troppi anni è espressa dal nostro ceto politico; una visione che i docenti ritengono del tutto inadeguata particolarmente per settori strategici come quello della ricerca e della formazione di analisti e progettisti del domani.

Le tesi che saranno presentate in questa sessione di laurea sono di notevole interesse, appunto, strategico. Si va da tecniche per la ispezione di sistemi critici per la vita individuale e/o sociale, sviluppate in collaborazione con tre centri NASA, a tecnologie informatiche per la gestione di processi di “business”, a metodi per la classificazioni di immagini satellitari, all'uso di schede grafiche avanzate per la galleria del vento virtuale. Tutti argomenti che contribuiscono a distinguere paesi con università che fanno futuro da quelli rassegnati alla pura sopravvivenza.

Nella insopportabile penuria di risorse per ricerca e didattica avanzate, la domanda che si pongono docenti e studenti è: fino a quando risusciremo ancora a farlo?

20 settembre 2010

La Commissione di Laurea in Ingegneria Informatica Magistrale del 22 settembre 2010.


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