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Alter 2.0 (Circolo degli Artisti - INIT) - Dibattito "L'informazione Indipendente in Italia: come funziona l'informazione musicale" | Radio Tor Vergata
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Alter 2.0 (Circolo degli Artisti - INIT) - Dibattito "L'informazione Indipendente in Italia: come funziona l'informazione musicale"

Evento Alter 2.0 (Circolo degli Artisti - INIT) - Dibattito "L'informazione Indipendente in Italia: come funziona l'informazione musicale"
Informazioni
20/06/2009
Circolo degli Artisti - INIT

In uno dei micro-ambienti ricavati nel giardino del Circolo degli Artisti si è svolto l'incontro-dibattito dal titolo "L'informazione Indipendente in Italia: come funziona l'informazione musicale" nell'ambito dell' Alter 2.0 Festival.
Moderatore è Gianluca Polverari: Dj resident dell'INIT, giornalista ma sopratutto speaker radiofonico dell'etere romano, ideatore e conduttore di programmi musicali di altissimo livello qualitativo.
Arrivo giusto in tempo per assistere agli interventi dei responsabili di due entità editoriali (non previste nel programma originale): Nerds Attack e Roma C'è. La prima è un'entità Web nata dall'esperienza delle riviste musicali poi traslate nel corso degli anni all'interno del grande flusso della rete; la seconda una realtà cartacea affermata e radicata che non ha perso la corsa ai nuovi mezzi di comunicazione.
Entrambi i momenti si sono caratterizzati, rispetto al tema portante, per un certo piglio critico nei confronti degli addetti ai lavori dell'informazione musicale. Il rappresentante di Nerd Attack ha messo l'accento sui punti oscuri che possono caratterizzare la grande libertà di espressione della rete: dilettantismo, approssimazione, diffusa pratica del copia incolla sono l'oggetto del suo accorato appello ad una maggiore attenzione alla qualità dei contenuti. "Abbiamo in giro solo dischi bellissimi, a quanto pare. Dove sono finiti tutti i dischi brutti??" dichiara divertito. Finisce sotto i riflettori una vecchia pratica dura a morire persino nell'era della multimedialità più estrema: quella delle "recensioni di comodo", della critica diluita ad arte, di quella sudditanza intellettuale che priva recensori e giornalisti della loro libertà... in nome dei privilegi da "addetto stampa". Cd omaggio, inviti a showcase, accrediti per i concerti sono la posta in palio. Insomma, niente di nuovo sotto il sole; peccato che nel girone infernale finiscono (udite, udite!) anche le tanto osannate etichette indipendenti, colpevoli, secondo il relatore, di avallare le medesime pratiche scorrette delle grandi major, con richieste di recensioni addomesticate, al grido di "diamoci una mano a vicenda"! Nessuno è risparmiato: agenzie, organizzatori, locali... tutti a caccia di visibilità a prescindere dalla qualità dei contenuti proposti. La soluzione invocata è quella "redazionale", improntata al controllo della qualità del prodotto finale.
Per fortuna non ci si dimentica di ricordare che la rete stessa può fornire un valido antidoto a certi contenuti velenosi o quantomai sospetti! Commentare, contestare e criticare (la critica stessa!) è pratica comune nei forum, nei blog, nelle community... Un sito di informazione musicale valido, seppur assediato da mille controparti discutibili, prima o poi emergerà, premiato dai meccanismi stessi del web e dagli utenti meno superficiali e frettolosi.
Di tono non dissimile l'intervento del responsabile di Roma C'è, incentrato sulla concetto di scarsa professionalità. "Il gusto personale non è sinonimo di competenza" potrebbe essere l'estrema sintesi del messaggio. Le cause di una certa critica scadente andrebbero quindi ricercate nella mancanza di cultura musicale e di un certo disinteresse all'elemento tecnico.
Condivido in pieno l'analisi, particolarmente sul primo punto: manca in questo paese un'educazione musicale degna di questo nome che passi anche solo attraverso l'educazione all'ascolto e non incentrata all'esecuzione. Un po meno felice è stato il breve accenno all'isola felice del jazz dove "solo i veri intenditori possono apprezzare le performance di certi artisti". Considerazione un po' settarista, a mio parere, in linea con un altri luoghi comuni: come quello secondo cui la musica "da conservatorio" sia l'unica degna di questo nome.
Da rilevare anche il curioso accenno ai "Media che parlano dei media": una felice rappresentazione di come l'informazione si stia avviluppando su se stessa, riducendosi alla citazione reciproca tra i vari mezzi di comunicazione (Tv che parla di Web, Web che parla di Radio , Radio di Tv ecc.).
Peccato aver mancato i primi relatori, quelli più spiccatamente radiofonici, ma tra defezioni dell'ultimo minuto e orari un po' approssimativi ci sono sfuggiti di mano!

Citazioni e Riferimenti

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