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CARLO VERDONE A TOR VERGATA!!!! | Radio Tor Vergata
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CARLO VERDONE A TOR VERGATA!!!!

Articolo Generico CARLO VERDONE A TOR VERGATA!!!!

Boom di incassi al botteghino e standing ovation a Tor Vergata per il celebre attore Carlo Verdone, ospite dell’Auditorium Ennio Morricone della Facoltà di Lettere e Filosofia, in occasione del penultimo incontro della rassegna cinematografica Cine Social Club. Emozioni, entusiasmo, risate, applausi hanno condito un pomeriggio tutto dedicato all’attore e regista romano che ha ricambiato appieno concedendosi per le oltre due ore che hanno seguito la proiezione della sua ultima fatica cinematografica: Io, Loro e Lara.
Ad accompagnarlo, oltre al Preside della Facoltà, Prof. Caputo e il Prof. Spagnoletti, Ordinario di Storia del cinema, un cast d’eccezione composto dalla bravissima Anna Bonaiuto, dal padre missionario, Filippo Di Giacomo, amico e modello per Verdone e dallo scrittore e critico cinematografico Antonio D’Olivo.
Tra brevi imitazioni, gag e ricordi, c’è stato soprattutto tanto spazio per le domande dei numerosi studenti.
Tanti gli argomenti, tante le domande a partire proprio dalla figura di Don Carlo, il prete missionario interpretato da Verdone che torna nella propria città natale e dalla propria famiglia sperando di superare una propria crisi personale e spirituale. Una figura in crisi non solo con i dettami della Chiesa ma anche e soprattutto con se stesso e che diventa lo specchio di una serie di personaggi nevrotici e problemi e difficoltà quotidiane (maternità negate, abuso di stupefacenti, difficoltà generazionali, solitudini, divorzi) che Verdone interpreta fin dai tempi di Borotalco.
L’attore pone l’accento sulle scene finali: su quel divano si attua una sorta di soluzione dei singoli problemi in favore di un’aggregazione familiare e collettiva, una scena che ha commosso anche me e gli operatori nel momento stesso in cui è stata girata e montata. Don Carlo è un personaggio, per stessa ammissione di colui che lo ha interpretato, che non vuole essere né malinconico, né nichilista ma solo moralmente corretto,equilibrato e misurato, capace, anche attraverso l’ironia, di lanciare messaggi di tolleranza e concordia.
Prende la parola Anna Bonaito alla quale è stato chiesto cosa voglia dire fare un film con Verdone. E’ bello, risponde, perché Carlo Verdone riesce a far ridere con grazia e assenza totale di volgarità. Ci siamo capiti perfettamente e lavorare con lui è bello perché non sia ha mai la sensazione di recitare da soli ma, anzi, hai sempre qualcuno accanto pronto a passarti la palla. Mi è piaciuta la storia e mi è piaciuto il ruolo nevrotico e intellettuale con il quale mi dovevo cimentare. E’ nato tutto in modo naturale e spontaneo, senza forzature e con molte improvvisazioni.
Sono tante le domande, intervallate da richieste di imitazioni e da battute improvvisate. L’incontro si chiude con una domanda da un milione di dollari: come vede il futuro del cinema italiano e soprattutto come vede il futuro dei giovani?
Verdone sospira: per quel che riguarda il cinema italiano mancano soggettisti e sceneggiatori, persone che sappiano raccontare. Gli attori non mancano, anzi, a volte sembrano anche troppi. Per quel che riguarda il futuro delle nuove generazioni è difficile rispondere ... certo è che se continuiamo a tagliare fondi alla ricerca non possiamo che immaginare un mondo pieno di Rolando, il protagonista di Acqua e sapone (1982), laureato con il massimo dei voti e impiegato come bidello in una scuola.

Scatta l’applauso, lungo, intenso, per le sue belle parole, per la disponibilità, per i film e i mille personaggi che ci ha regalato.


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