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Inchiesta tra i semafori capitolini | Radio Tor Vergata
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Inchiesta tra i semafori capitolini

Articolo Generico Inchiesta tra i semafori capitolini

Chi sono quei poveri mendicanti vestiti tutti allo stesso modo?

ROMA - C’è un aforisma di Esopo che ben si sposa con ciò che seguirà in queste poche righe: “L’abitudine rende sopportabile anche le cose più spaventose”.
Già, è spaventoso ciò a cui oramai assistiamo avvezzi da un po’ di tempo, lungo i semafori della capitale.
Prima eravamo abituati ad incontrare lavavetri stranieri o zingarelli elemosinanti, è un periodo invece, che ciò a cui ci siamo purtroppo abituati fa più spavento.

Sembra che coloro che ora dominano la scena degli incroci semaforici capitolini indossino una vera e propria uniforme di riconoscimento, una divisa consistente in un lungo giaccone marrone o beige alle volte, un paio di ciabatte o vecchi mocassini ai piedi.
Come mai sono tutti vestiti allo stesso modo? E’ una loro scelta, o sono messi lì e controllati da una qualche organizzazione criminale?

L’input di questa inchiesta, con tanto di documentazione fotografica, è partita dal noto giornalista radiofonico romano, David Gramiccioli.
Possibile che nessuno si sia ancora accorto di nulla? Perché sono tutti vestiti allo stesso modo? Cosa si cela dietro questi poveri uomini a cui ormai non facciamo nemmeno più caso?
Chiediamo al sindaco Alemanno e alla sua giunta, visto anche il loro impegno sulla sicurezza preso in campagna elettorale, di fare luce su questa strana tendenza di costume che, oltre ad accrescere il livello di degrado della città, nasconde forse qualcosa di oscuro e se così fosse sarebbe ora di smascherarlo.

FABIO CARAVELLO


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