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Intervista a Julio Alvarez, manager e produttore dei Momix | Radio Tor Vergata
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Intervista a Julio Alvarez, manager e produttore dei Momix

Articolo Generico Intervista a Julio  Alvarez, manager e produttore dei Momix

Oggi presso la Facoltà di Economia abbiamo avuto modo di intervistare, prima della conferenza a lui dedicata, Julio Alvarez, storico manager e produttore del celebre gruppo di danza Momix, in scena al Teatro Olimpico con il nuovo spettacolo Bothanica fino alla fine del mese.

Il suo nome è da sempre legato a quello dei Momix. Da quanto tempo ne è produttore e manager?
Ho cominciato a fare il manager e l’agente teatrale nel 1975, e con i Momix ho iniziato dal primo giorno del primo spettacolo in assoluto, precisamente nel 1980.

Quale è secondo lei il segreto dell’intramontabile successo dei Momix?
Nel mondo dello spettacolo il segreto principale è farsi adottare dal pubblico. Il manager e il corpo di danza possono e devono dare il meglio e credere nello spettacolo e nella propria arte ma alla fine chi decide è il pubblico. Il successo di pubblico dei Momix è iniziato molto lentamente ma è stato in continua ascesa tanto da divenire un vero e proprio classico. I Momix hanno esordito in due: Moses Pendleton, lo storico coreografo, e la compagna Alison Chase e poi con il tempo la compagnia si è allargata, ha visto l’arrivo e la partenza di tanti artisti di successo internazionale. Moses ha anche avuto il merito di considerare i ballerini come veri e propri collaboratori per le coreografie: non è mai stato un tiranno o un uomo arrogante e saccente. In questo modo siamo divenuti il gruppo di danza più diffuso al mondo tanto che oggi la compagnia consta di quattro gruppi che si esibiscono praticamente in ogni parte del mondo.

Quale è il suo rapporto con Moses?

Il rapporto con Moses è quello di una grande amicizia. Siamo come una vecchia coppia che sta insieme da trent’anni: litighiamo, discutiamo, giochiamo i ruoli di vittima e carnefice ma non possiamo immaginare l’uno senza l’altro. In ogni momento della nostra carriera artistica siamo riusciti a superare i momenti di tensione che inevitabilmente precedono ogni spettacolo e a divertirci molto sebbene l’uno sia l’opposto dell’altro. Moses è un grande organizzatore della disorganizzazione, io sono il contrario. Ci ha unito l’amore per la danza e la consapevolezza che ogni forma artistica debba coinvolgere il pubblico, creare una pura condivisione tra chi produce arte e chi gode di tale produzione.

I suoi rapporti con la compagnia?

Buoni anzi ottimi sebbene abbia assistito a tanti cambiamenti e si sia, almeno adesso, creato una frattura generazionale tra i primi ballerini che entrarono nel corpo di danza e che, allora, erano coetanei, e quelli di adesso. Ho sempre, però, mantenuto ottimi rapporti forse anche grazie al fatto che io stesso prima di essere manager sono stato ballerino. Ancora oggi alcuni tornano in occasione della riproposta di alcuni spettacoli di repertorio sebbene non siano più dei giovanissimi.

Siamo in tanti a volerlo intervistare quindi procediamo con l’ultima domanda.

Lo spettacolo in scena al Teatro Olimpico, emblematicamente intitolato Bothanica, vuole essere anche un invito, più o meno velato, all’utilizzo più cosciente dell’ecologia?
Sicuramente si purchè non si dimentichi che si tratta, comunque, di uno spettacolo. Può essere letto come un suggerimento ma non come una lezione sull’ecologia. Sicuramente la speranza è che il pubblico rifletta sulla situazione del mondo attraverso le immagini che i ballerini agiscono sul palco. Lo spettacolo è estremamente poetico e ispirato, come Moses stesso ha affermato, a Pablo Neruda e alle sue metafore naturali e tutto è iniziato tre anni fa in seguito alla diffusione della notizia che negli Stati Uniti stavano morendo le api. Lui ne rimase molto impressionato e la paura di non poter più godere dello spettacolo floreale lo spinse ad accantonare il progetto in corso in favore di Bothanica. A quel tempo, infatti, lui stava immaginando e aveva iniziato a lavorare ad uno spettacolo dedicato all’acqua e al mondo sottomarino ma in pochi giorni prese la decisione di organizzare questa nuova opera dedicata ai cicli naturali, alle stagioni, addirittura alla vita erotica delle piante … anche così, un po’ per caso, nascono i grandi spettacoli dei Momix.

Ringraziamo Julio Alvarez per le preziose informazioni e per la disponibilità e, sempre più incuriosite dallo spettacolo, ci godiamo la conferenza.

Elisa e Federica


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