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Notte della ricerca, il gigante gassoso: “Cassini-Huygens esplora Saturno” | Radio Tor Vergata
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Notte della ricerca, il gigante gassoso: “Cassini-Huygens esplora Saturno”

Articolo Generico Notte della ricerca, il gigante gassoso: “Cassini-Huygens esplora Saturno”

L’osservazione della volta stellare è stata per l’uomo da secoli un espediente per cercare di capire, e in qualche modo raggiungere, l’ignoto che cela l’universo.
Dalle prime missioni Apollo, passando per il primo allunaggio e proseguendo con le sonde che negli anni si sono spinte nella Via Lattea, i progressi sono stati enormi.
È il caso, ad esempio, della missione Cassini-Huygens, una sonda costruita con la collaborazione di 3 agenzie spaziali e 17 nazioni per l’esplorazione di Saturno e delle sue lune.
E proprio ad essa e alle immagini che ha permesso di realizzare è stata dedicata la mostra “Cassini-Huygens esplora Saturno” presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati.
L’evento è parte del programma della “NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI 2008”, svoltasi il 26 settembre a Frascati e che si inserisce nella settimana dedicata alla scienza, dal 22 al 27 settembre. Ogni anno infatti la Comunità Europea promuove la Researchers’ Night, che si svolge contemporaneamente in tutta Europa allo scopo di avvicinare le persone al mondo della ricerca, così lontano dalla vita quotidiana.
Nella cornice delle Scuderie Aldobrandini, ai piedi dell’omonima Villa, sono stati allestiti pannelli con le immagini della sonda , di Saturno, delle sfumature dei suoi colorati anelli e delle sue lune integrati da cartellini con tutte le informazioni tecniche sulla missione e sul pianeta.
La mostra, organizzata dall’IFSI-INAF, ripercorre il viaggio della missione spaziale NASA-ESA-ASI Cassini-Huuygens, la prima sonda ad orbitare intorno a Saturno e ad essere atterrata su Titano, una luna diversa dal nostro satellite. Oggi, dopo oltre 10 anni di volo, la sonda Cassini continua a raccogliere immagini e dati, grazie al lavoro di migliaia di persone.
Lanciata dal Kennedy Space Center in Florida il 15 ottobre 1997 per un viaggio di circa 7 anni a bordo di un Titan VI, la sonda ha percorso 5 miliardi di chilometri seguendo un’orbita tortuosa che sfrutta l’energia gravitazionale dei pianeti per arrivare a Saturno.
Le immagini e i dati raccolti dalla sonda mostrano un mondo fatto di deserti, continenti, montagne, laghi e fiumi; un mondo simile alla Terra primordiale, anche se molto, molto più freddo.
Gli anelli, la particolarità del gigante gassoso, hanno fornito per la prima volta, grazie a Cassini, importanti informazioni scientifiche. Il ghiaccio che li compone ha una colorazione bianca mentre le sfumature di grigio e rosa indicano la presenza di altri materiali “contaminanti”. Questi anelli, infatti, sono composti da ghiaccio in grani di dimensioni variabili (dalla dimensione di una biglia a quella di un autobus) misto ad altri materiali che contribuiscono a colorare gli anelli con le bellissime sfumature visibili nelle immagini della Cassini-Huygens.
Parlando ancora di colori Cassini ha svelato un’ulteriore particolarità di Saturno: dalla Terra infatti il pianeta ha un caratteristico colore arancione rosato ma grazie alle immagini della sonda si possono distinguere chiaramente sfumature diverse che arrivano ad assumere un colore bluastro nelle zone più a nord.
Questa, però, è stata l’ultima delle “grandi” missioni spaziali della NASA, fatta cioè da grandi dimensioni, grande abbondanza di apparecchiature, lunghi tempi di sviluppo e costi elevatissimi.
Dopo questa missione, infatti, la Nasa ha adottato la filosofia faster, better, cheaper (più veloce, migliore, più economico), con alterni risultati e, forse, con sollievo per le tasche dei contribuenti americani.

Alessia Padula

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