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Notte della ricerca: I numeri dell’energia, con Paolo Saraceno | Radio Tor Vergata
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Notte della ricerca: I numeri dell’energia, con Paolo Saraceno

Intervista

L’autore del libro “Il caso Terra”, Paolo Saraceno, dirigente di ricerca presso l’Istituto di Fisica dello spazio e responsabile del gruppo “Studio della formazione stellare e dei sistemi planetari” dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario, inizia la conferenza intitolata “I numeri dell’energia” alle ore 18. 00; inquinamento atmosferico, energia e fonti rinnovabili gli argomenti principalmente trattati.
Il relatore inizia elencando una serie di dati piuttosto allarmanti relativi al problema dei gas serra; così scopriamo che è possibile risalire alla composizione dell’atmosfera terrestre fino a circa un milione di anni fa, e che nell’ultimo periodo si è registrato un notevole aumento della temperatura e della presenza di gas serra. In particolare, viene fatto ad esempio notare come dal 1973 al 2001 le emissioni di gas serra siano aumentate del 12%.
Da cosa deriva un così consistente aumento dell’inquinamento atmosferico? Attraverso numerosi grafici e illustrazioni, viene spiegato che l’aumento della popolazione e la crescita dei paesi in via di sviluppo sono tra le cause più rilevanti, poiché entrambe portano ad un significativo aumento della domanda energetica: negli ultimi 20 anni la crescita del consumo energetico è stata il doppio rispetto alla crescita della popolazione, e la richiesta sarà sempre maggiore.
Dopo aver mostrato un quadro preciso della situazione mondiale relativamente alla questione dei consumi energetici, Saraceno passa successivamente ad illustrare le possibili vie da seguire per una soluzione del problema.
Partendo dalla consapevolezza che i combustibili fossili non dureranno per sempre, le alternative maggiormente valide tra quelle possibili sono rappresentate dall’energia derivata dalle fonti rinnovabili, principalmente dall’energia solare e dalla fissione nucleare.
In conclusione, viene spiegato come la ricerca scientifica resti un presupposto irrinunciabile ed uno strumento importantissimo per trovare una soluzione al problema, e come occorra incrementare gli studi e le ricerche sui sostituti dei combustibili fossili (primo tra tutti, l’idrogeno).

Al termine della conferenza ci siamo avvicinati al relatore, che gentilmente ci ha concesso una breve intervista per approfondire alcuni argomenti.

È opinione comune pensare che l’inquinamento ambientale derivi dall’industria; oggi invece abbiamo visto che anche l’agricoltura gioca un ruolo importante. Può spiegarci in che modo?

L’agricoltura ha due ruoli fondamentali: primo, porta via terra alla natura e quindi riduce la capacità delle piante di eliminare l’anidride carbonica dall’ambiente; secondo, utilizza energia, pesticidi ed inquinanti, e quindi un terreno arato contiene la metà del carbonio di un terreno non arato.

Molti problemi sono anche legati allo sviluppo dei paesi poveri…

I paesi poveri oggi non consumano energia; basti pensare che la media mondiale di produzione di anidride carbonica è di 4 tonnellate per abitante. L’India ne produce 1, l’Italia 8, gli Stati Uniti 20, gli Emirati Arabi 40, ma man mano che i paesi poveri miglioreranno il loro livello di vita, se il modello di sviluppo coinciderà con il nostro, finiranno con il consumare quanto noi.

All’interno della questione energetica e dell’inquinamento atmosferico il risparmio energetico è una strada valida per cercare di risolvere il problema?

È una strada da seguire ma non è la strada che risolve il problema, perché la maggior parte dei problemi ambientali oggi viene dai paesi in via di sviluppo che non possono effettuare del risparmio energetico. Molto più importante del risparmio energetico è l’efficienza, imparare a costruire degli impianti che sono più efficienti e quindi fanno lo stesso lavoro consumando di meno. Sarebbe una tecnologia che può essere immediatamente esportata in qualunque parte del mondo.

In conclusione quali sono secondo lei le strade da seguire?

Le strade da seguire sono innanzitutto molta ricerca. Inoltre, qualunque forma di energia che non produce gas serra va adottata, incluso il nucleare: occorre cercare di investire il più possibile sui programmi di ricerca sulla fusione, che rappresenta una soluzione estremamente attraente. È certamente meglio correre il rischio nucleare che quello ambientale che si sta avendo con i combustibili fossili.

Martina Di Renzo

Citazioni e Riferimenti

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