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Notte della ricerca: Scienza e pseudoscienza con Stefano Oss | Radio Tor Vergata
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Notte della ricerca: Scienza e pseudoscienza con Stefano Oss

Intervista

Il prof. Stefano Oss, ricercatore presso il Dipartimento di Fisica dell’ Università degli studi di Trento, inizia puntualmente la propria conferenza alle 18.00. L’argomento portante dell’ora passata in sua compagnia è stato la distinzione fra le varie filosofie “pseudoscientifiche” e le discipline che, invece, fanno parte della scienza in maniera effettiva.
Oss paragona il periodo che stiamo vivendo alla caccia alle streghe nel medioevo, quando l’inquisizione imputava colpe improbabili a persone che avrebbero presumibilmente fatto uso di stregoneria o pratiche simili. Al giorno d’oggi la “magia” pretende di esistere ancora attraverso l’operato di medium, maghi, persone che fanno tarocchi o fingono di guarire tumori. Il ruolo della scienza, all’interno delle varie truffe che vengono spacciate per magia, o che ambiscono ad avere particolari proprietà è quello di ricondurre il paranormale alla normalità, al fine di rendere evidente, agli occhi di chi si lascia prendere da tutto ciò che non ha alla base un fondamento scientifico, che la mancata efficacia di ciò in cui credono è dimostrabilissima.
Le truffe sono, purtroppo, dietro ogni angolo, a partire dalla pubblicità che cerca di vendere prodotti facendo affidamento sull’ignoranza delle persone. Ci troviamo in una società in cui discipline che hanno validità dimostrata dai tempi di Ippocrate vengono soppiantate dalle così dette “medicine alternative” o da filosofie new age che predicano la sensibilità di materiali assolutamente inanimati (vedi cristalloterapia).
Cosa pensa la scienza di tutto ciò? Che ruolo svolge o dovrebbe svolgere l’informazione? A queste ed altre domande ha avuto la gentilezza di rispondere il prof. Oss, che dopo la conferenza ci ha concesso cinque minuti del proprio tempo…

Gli argomenti trattati sono stati, appunto, scienza e pseudoscienza. Abbiamo parlato di magia, di truffe, di stregoni che si cimentano in arti poco affidabili e raccomandabili. Questi problemi ci sono sempre stati, oppure sono nati da poco, facendo avvertire il loro peso solo adesso?

Io direi senza dubbio che ci sono sempre stati, anche perché c’è sempre stata la disponibilità delle persone a credere a certe cose o al bisogno di crederci. Sicuramente negli ultimi anni si è amplificato in una maniera esponenziale, grazie soprattutto ai sistemi di informazione. Però è una cosa che è sempre stata presente.

Secondo Lei ciò è dovuto al progresso della scienza in questi ultimi anni, e quindi a certezze che sono crollate ed al bisogno di attaccarsi a quei punti fermi e a quelle verità che con il processo scientifico sono venute a mancare?

Qualcuno ha scritto che “la scienza non è più una torre d’avorio”; è scesa a contatto con le persone perché doveva farlo, si è presentata alla gente come uno strumento per la società. Facendo così, però, si è esposta all’attacco di chiunque, anche dei non addetti ai lavori in una lotta impari, con strumenti non compatibili (come ad esempio quelli dell’opinionismo contro quelli del metodo scientifico). Di fronte a ciò, lo scienziato cerca di parlare alle persone spiegando che alcuni fatti sono osservabili e misurabili mentre altri no. La gente, però, crede di più alle proprie paure, alle proprie ansie, alle proprie speranze, e si ritrova a combattere paradossalmente una scienza che invece dovrebbe aiutarla. Questo è stato in parte causato dall’apertura della scienza verso la gente.

E secondo Lei questi scienziati non dovrebbero svolgere il ruolo di informatori ed andare a colpire quelle che sono notizie bugiarde o organizzazioni che dicono il falso e illudono le persone speculando sulla loro necessità di aggrapparsi a qualcosa?

Assolutamente si. Il problema è che lo scienziato che io chiamo “medio” non è attrezzato per fare questo lavoro, perché è spesso un “pollo”, si fa prendere in giro; e poi non è automaticamente, solo perché scienziato, attrezzato per essere un bravo comunicatore. Io credo che, però, ci voglia anche una figura di scienziato che si occupi dell’aspetto della comunicazione della scienza. La gente ha diritto di conoscere la scienza, e per questo devono darsi da fare sia scienziati, sia cittadini. Questa è una cosa che riusciremo a fare solo con una radicale modifica del sistema didattico.
 
Tornando al discorso dello “scienziato pollo”che si fa facilmente “abbindolare”… per un uomo di scienza è possibile far convivere l’essere scienziato (quindi il tentare di inquadrare tutto da un punto di vista razionale) con l’essere “umano” che cerca di trovare risposte alle varie vicissitudini della vita anche nell’irrazionale e nel paranormale?

La missione dello scienziato è far diventare normale il paranormale. Io continuo a dire che lo scienziato vero è quello che, guardando l’arcobaleno, continua a dire “è bellissimo” prima di dire che cos’è. Lo scienziato deve essere una persona capace di stupirsi senza voler per forza ricondurre tutto a formule, modelli e teorie. Lo scienziato è anzitutto una persona, solo che se gli va bene ha una marcia in più per poter andare a vedere da dove parte l’arcobaleno, e scoprire che magari non c’è una pentola d’oro.

A proposito del voler dimostrare il paranormale… abbiamo sentito parlare di vere e proprie ricerche scientifiche nell’ambito del paranormale. Cosa ne pensa Lei di queste cose? C’è un fondamento scientifico reale?

Se viene fatto usando il metodo scientifico va benissimo. Esistono queste spedizioni di persone che cercano di dare delle risposte scientifiche a fenomeni “strani”. Ovviamente, non si è mai riusciti a trovare qualcosa. Cio che sembrava essere paranormale, appunto, “sembrava”e basta.

Per concludere…Essendo la radio un veicolo d’informazione, vuole lanciare un messaggio a coloro che leggeranno o ascolteranno l’intervista?

Leggete più che potere… magari anche più quotidiani. Spegnete di più la televisione (non se dovete vedere un film o un concerto…mi riferisco a trasmissioni di tipo opinionistico o di bassa lega).
Ci sono bellissimi libri di comunicazione della scienza e di scienza anche per i non addetti ai lavori che vi danno non tanto il dettaglio del mestiere dell’uomo di scienza, quanto il gusto dell’esserlo.

Ricordiamo infine a tutti gli scettici che hanno voglia di sfatare miti, leggende metropolitane o opinioni di sedicenti maghi, omeopati o “medici alternativi”, il sito appositamente consigliatoci da Stefano Oss, quello della Comunità italiana di controllo sul paranormale (Cicap), all’interno del quale collaborano anche figure eminenti come Piero Angela o Rita Levi Montalcini.

Martina Cesaretti

Citazioni e Riferimenti

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