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Sentenza Sandri | Radio Tor Vergata
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Sentenza Sandri

Articolo Generico

Alla fine, nonostante la richiesta del pm di Arezzo di 14 anni di reclusione per omicidio volontario (sette in meno di quelli previsti per tale tipologia di reato perché all’agente erano state riconosciute le attenuanti generiche), è arrivata la sentenza: sei anni per l’agente della Polstrada autore dell’omicidio del giovane Gabriele Sandri.
Come ovvio ogni sentenza scatena reazioni e commenti diversi: da un lato uno Spaccarotella che confessa ai giornali di aver pianto di gioia e dall’altra una famiglia che non riesce a darsi pace per una sentenza che quantomeno lascia perplessi, nonostante i tanti e altrettanto tragici esempi del passato. Tante le polemiche che hanno preceduto la giornata di martedì 14 luglio ma poi la giuria ha sentenziato: E’ stato omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento!. E scoppia la rabbia. Mentre il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ribadisce la sua profonda insoddisfazione, mentre il Ministro della Giustizia Angelino Alfano afferma, nel corso della trasmissione Omnibus, in onda questa mattina su LA7 di essere “vicino al dolore del Signor Sandri e al senso di ingiustizia che sta provando”, mentre alcuni giovani sciocchi pensano di dimostrare la propria rabbia con atti vandalici, il mio pensiero va alla famiglia di Gabriele. Alla madre, al padre e al fratello che ho avuto modo di conoscere in occasione della presentazione presso il nostro Ateneo del libro di Maurizio Martucci dedicato proprio all’omicidio Sandri e organizzata da Fabio Caravello conduttore di Sensible Soccer, una delle nostre trasmissioni.
E anche se è poco professionale e poco giornalistico vorrei lasciare a lui la chiusura di questo volutamente breve articolo 8in alcune occasioni il silenzio ha più significato e senso di rispetto), a lui che su questa vicenda ha investito tanto, soprattutto da un punto di vista emotivo. Quasi a farlo apposta Fabio usa le stesse parole del padre di Gabriele, Giorgio, che senza mezzi termini afferma di vergognarsi di essere italiano. Fabio scrive: Prima di questa vicenda, altre simili avevano lesionato la fiducia fra la gente comune e la giustizia, ma un barlume di speranza era ancora vivo dentro di me in attesa della sentenza per l'omicidio di Gabriele Sandri ma da questa sera si è spento anche quello. Che sarebbe finito tutto a "tarallucci e vino" come già in passato era accaduto, l'avevo intuito qualche giorno prima per un altro caso, quello di Federico Aldrovandi, anche lì un'altra giovane vita stroncata senza motivo, solo perchè a volte quella divisa può trasformare un uomo, facendolo sentire in diritto di compiere qualsiasi gesto., beh...Se questa è l'Italia, se da queste sentenze devo interpretare la giustizia del mio paese, chiedo scusa a tutti ma come Gaber: "Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono!".

Federica Lorini
Fabio
Caravello

La storia si ripete... in un paese che non sa ricordare...

... questa sentenza... arriva a pochi giorni dallo svolgimento del G8 di L'Aquila...

Il mio pensiero è andato a quello tragico del 2001 a Genova...

... ad un'altra "Vittima di Stato"...

In un paese che dimentica in fretta... e male... il mio ricordo per Carlo Giuliani...

Andrea.

Carlo, Federico, Gabriele...E

Carlo, Federico, Gabriele...E se fossero stati loro a sparare? Le sentenze sarebbero state le stesse? Peccato che nessuno di loro aveva una pistola con sè, motivo per il quale un tutore dell'ordine non dovrebbe tirar fuori la propria...


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