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The end of the History… | Radio Tor Vergata
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The end of the History…

Articolo Generico The end of the History…

25 giugno 2009. È una notte lunga, questa, e la tristezza viene scandita dal ritmo dei brani più famosi del "King of the Pop" che ci hanno accompagnato in questi più di quarant’anni di carriera e che ora passano a rotazione ovunque. Le radio sembrano impazzire, il web altrettanto. Chi lo ha amato si sente orfano di un pezzo di storia della musica che non tornerà più.
Michael Jackson muore alle 14.26, ora locale di Los Angeles, per un arresto cardiaco che lo ha improvvisamente colpito nella sua casa, nel quartiere di Holmby Hills, e portato d’urgenza all'ospedale Ucla (Los Angeles) in uno stato di coma profondo. Il primo sito a darne notizia è http://www.tmz.com/, che segue la diretta e la folla di fan, amici, parenti, fotografi e giornalisti, in migliaia radunati in processione in un duplice appuntamento, davanti alla villa della popstar e all’ospedale.
Qui in Italia la notizia arriva con certezza intorno alla mezzanotte e tutto il mondo sembra essere sotto shock: poche ore fa il pop ha perso il suo re ad un passo dall'attesissimo ritorno al palco con un tour mondiale previsto da mesi e che sarebbe dovuto partire a Londra l'8 luglio e terminare il 6 marzo 2010.
Michael abbandona, invece, la scena in punta di piedi con quel passo di moonwalk che ha fatto storia, una storia, la sua, snodata tra scandali e misteri: da accuse di pedofilia verso un minorenne ospitato nel suo ranch Neverland, a debiti pesanti, fino alla recente notizia di un cancro alla pelle.
Ora sono in tanti a piangere la sua scomparsa che segna la fine di un’epoca, di un momento magico per la storia della musica: 750 milioni di copie vendute nel mondo, numerosi premi, tra cui quelli di "Miglior artista pop maschile del millennio" ai World Music Awards del 2000 e di "Artista del secolo" agli American Music Awards del 2002 e numerosi album fortunati, tra i quali “Thriller” (1982), che in origine doveva intitolarsi “Star Light”, e proclamato l’album più venduto al mondo e il cui video ha cambiato per sempre la storia dei video clip musicali.
Pochi, però, conoscono a fondo quel bimbo prodigio, nato a Gary il 29 agosto 1958 e che intraprende la carriera di cantante all’età di soli cinque anni nel gruppo di famiglia dei “Jackson Five” (nella scuderia della Motown di Barry Gordy), spinto dalla forte pressione di un padre-padrone che lo voleva a tutti i costi musicista e che sarà la causa di una grande fragilità psicologica che Michael porterà come una zavorra continuamente nell’arco dei suoi cinquant’anni.
Impossibile dire tutto di lui in qualche riga, ne sarebbe riduttivo: parlano, invece, da soli i siti, i click sul web, le immagini, i video, i messaggi lasciati sui vari blog e gli speciali, radio e tv, che da domani saranno giustamente a lui dedicati. Impossibile dire tutto del suo amore profondo per la musica, una salvezza in un’infanzia difficile. Ma l’arte ha un dono, quello di non morire mai, e suoneranno ancora le sue canzoni, vere e proprie poesie, parleranno “Fly away” o “Music and me” a ricordarci con poche parole chiare che “…We've been together for such a long time now. Music, music and me…”
Vado a letto con l'amara consapevolezza che non tornerà mai "The King of the Pop" a ballare e cantare per noi, con la consapevolezza che mai andrà via dai cuori di chi lo ha amato veramente...

Il mio obiettivo nella vita è quello di dare al mondo ciò che ho avuto la fortuna di ricevere: l'estasi della divina unione attraverso la mia musica e la mia danza” (Michael Jackson)

Laura Fichera


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