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Arch Enemy + Guests Live - Roma 28 maggio @ Black out club | Radio Tor Vergata
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Arch Enemy + Guests Live - Roma 28 maggio @ Black out club

Concerti Arch Enemy + Guests Live -  Roma 28 maggio @ Black out club
Informazioni
Anno: 
2009
Luogo: 
Black out Club via Casilina 713
Data: 
28/05/2009
Prezzo: 
€20.00

Un concerto molto atteso, quello che ci aspetta stasera al Blackout club di Roma: sono mesi che infatti io e Valerio siamo frementi all’idea di vedere on stage Angela Gossow and soci. La partenza non è però delle migliori, perché quando arriviamo all’ingresso del locale scopriamo che l’inizio del concerto era stato anticipato di un’ora e mezza. Perdiamo quindi l’esibizione dei primi due gruppi, ovvero degli Inside Process e dei Lahmia, della quale posso solo dare i commenti che sento in giro nel locale.
Gli Inside Process da Viterbo, fautori di un buon metal-core, pare siano riusciti ad aprire le danze con un discreto successo. Complice un sound molto potente, i continui richiami nelle sonorità ai gruppi “alla moda” come i Caliban o i Lamb of God, i ragazzi si sono fatti valere nonostante la piccola durata del loro show e l'essere fuori contesto rispetto al tema della serata orientato sul death . Salgono i Lahmia sul palco, per noi la seconda band in ordine di importanza come “must-see” della serata, osannati dalla critica per gli ottimi risultati del loro cd “Forget every sunrise” (che acquisto al banchetto poco dopo). Accade l'imprevisto: i suoni sembrano essere stati settati da un dodicenne senza un braccio strafatto di crack, ed ecco il flop: sul palco si crea il caos, durante l'esecuzione del primo brano i nostri si fermano increduli, e dopo questo fattaccio il concerto è irrimediabilmente andato a farsi benedire, complice la tensione che si è creata nei ragazzi e la consapevolezza di star aprendo a un gruppo di fama mondiale nel peggiore dei modi possibili. Ci si sarebbe aspettati da loro una grande performance (avendoli già visti dal vivo in altre occasioni eravamo sicuri del risultato), ma ecco che l'indicibile accade. Siamo oltremodo sicuri che le cause del disastro non siano imputabili nemmeno di sfuggita ai Lahmia, parlando con loro più tardi durante la serata abbiamo scoperto che per problemi organizzativi era saltato il soundcheck, ed ecco tutto. Un vero peccato, non mollate ragazzi!
Questo per quanto riguarda le dicerie e i sentito dire, ora passiamo ai gruppi Headliner della serata.
Appena facciamo ingresso nel locale scopriamo che i danesi Mercenary, scarrozzati in giro per il mondo dagli Arch Enemy come spalla nel loro tour, hanno appena iniziato a suonare. Questa band ci propone un death metal melodico con sfumature power/progressive, caratterizzato, però, dal cantato power di Mikkel Sandager , di notevoli capacità aggiungerei. Lo show fila bene, il pubblico risponde, si intravede anche un circle pit di tanto in tanto e i problemi audio che caratterizzavano i primi gruppi sembrano esser spariti (rimango un po' perplesso però dai volumi troppo bassi delle due chitarre). Una scelta azzeccatissima questi Mercenary per fomentare come si deve i foltochiomati headbangers che iniziano a muoversi come dannati in attesa della furia e della violenza con cui si abbatterà lo tsunami Arch Enemy. Ed eccolo arrivare puntualissimo e con la potenza preannunciata. Il sound è perfetto, il gelo Svedese piomba sul Black out elettrizzando il pubblico e facendolo cadere nel delirio più totale.Lo spettacolo, dopo un breve intro che ha subito creato un’ottima atmosfera, è iniziato con la straordinaria Blood On Your Hands, uno dei brani più riusciti dell'ultimo lavoro del 2007 “Rise of the Tyrant”. Nemmeno il tempo di riprendere fiato e parte la fantastica Ravenous. Dopo questi è un continuo saltare qua è la nel repertorio a pescare brani nuovi e pietre miliari come “Dead eyes see no future” e “We will rise” tra le tante. I Fratelli Ammot mettono in piedi un muro di suoni perfetto, l'impalcatura di batteria e basso infuria e Angela Gossow intrattiene il pubblico come solo lei sa fare (formidabili headbanging e una maglia con su scritto “Aggressive Attitude Beware” dice già tutto). Insomma uno show con la S maiuscola: memorabile resterà l'assolo di batteria di Daniel Erlandsson a metà concerto come memorabile resterà l'amaro in bocca per la mancata conclusione dei bis dovuta ad un irrimediabile guasto dell'amplificazione di Michael Ammott. Fenomenali! Aspettiamo con ansia il ritorno degli Arch Enemy a Roma, magari con l'uscita del prossimo lavoro.

I Guerrieri del metallo

Citazioni e Riferimenti

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