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Betoschi (side project Alberto e Luca Ferrari- Verdena) @ INIT club | Radio Tor Vergata
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Betoschi (side project Alberto e Luca Ferrari- Verdena) @ INIT club

Concerti Betoschi (side project Alberto e Luca Ferrari- Verdena) @ INIT club

Betoschi: side project Alberto e Luca Ferrari dei verdena.

Attirato dalla curiosità e dalla casualità mi sono recato alla loro unica data romana presso l’Init club.
Aprono la serata i pur sempre bravi Madkin, tra l’altro in uscita tra breve con un nuovo singolo associato al corto “nikotina”.
Tornando ai Betoschi, quando le luci nuovamente si abbassano e i musicisti entrano si nota subito un gruppo abbastanza folto. Il gruppo si presenta infatti come aggregazione di musicisti provenienti da gruppi differenti, ma tutti facenti parte della scena rock del bergamasco.
La cosa che ricordo con più precisione quando hanno attaccato è stata la botta di volume e distorsione che ho sentito sul mio petto scendere fino alle gambe: brivido di puro piacere sentire la musica che scorre nelle ossa. Di certo non vanno leggeri né con il volume né tantomeno con le distorsioni.
I ragazzi mescolano ed agitano sapientemente diversi ritmi e stili musicali, passando dal rock più duro alla psichedelica tipica degli anni 70, passando per l’elettronica che di certo non disdegnano, fino ad arrivare alle sperimentazioni musicali più dissonanti nel panorama musicale italiano. Provare per credere. I tessuti musicali sono sapientemente portati avanti, anche se a volte si ha la sensazione che i riff siano un po’ troppo pressanti ed uguali; ma non bisogna farsi trarre in inganno perché ci si rende rapidamente conto che anche i flussi interminabili di improvvisazioni riescono ad essere convogliati in una catarsi evolvente verso il culmine delle canzoni.
Il risultato, a parte qualche piccola problema tecnico è stato a dir poco stupefacente. A volte gli eccessivi carichi degli amplificatori rendono il tutto un po’ troppo pastoso, senza riuscire ad apprezzare i singoli suoni, la cui ricerca invece imporrebbe una più attenta riproduzione.

Ma lo sappiamo il rock è anche questo: caos.
Gli amplificatori urlano dalla rabbia, insieme alla voce del cantante Alberto.
La batteria apre i pezzi con i riff studiati e registrati da Paolo Serra (Coffe Orchestral, Laramie, Black Black Baobab) batterista intorno al quale è nato e si è andato sviluppando il progetto.
Presenza costante sono i sintetizzatori, affidati a Luca Ferrari, il quale guida da bravo sciamano il nostro percorso mistico e psichedelico nei loro pezzi. Ciò che impressiona è anche la capacità dei singoli musicisti di cambiare agevolmente strumento, senza fare perdere al gruppo i suoi tratti distintivi. A parte Alberto, che ha già dato prova delle sue doti di polistrumentista con i Verdena, nei quali oltre alla chitarra, si esibisce spesso al piano; le sue doti però risaltano essenzialmente in un ascolto domestico su disco dei pezzi.
Chi ha dato una buona impressione è anche il fratello Luca, batterista inconfondibile, le cui doti di musicista polivalente non avevo mai avuto l’opportunità di seguire ed apprezzare. La musica spazia tra rock ricercato, psichedelica alla Syd Barret, elettronica nei Radiohead.

Il mix, arduo da credere possibile, riesce con naturalità e il risultato, non a tutti piaciuto, è secondo me apprezzabile. Musica per ascoltatori attenti e curiosi, nonché per grandi appassionati visto che l’album di debutto viene pubblicato in vinile in un numero limitato di copie.

Per curiosità : http://www.myspace.com/betoschi

Damiano Marchetti


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