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Brest - The Ballad of the Ants | Radio Tor Vergata
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Brest - The Ballad of the Ants

Cd-Dvd Musicali Brest - The Ballad of the Ants
Informazioni
Etichetta, Editore, ecc.: 
autoprodotto
Anno: 
2008
Luogo: 
Italia

Nonostante un titolo così, non parliamo di formiche - di quelle che magari sfilerebbero in processione anche al ritmo di una colonna sonora personalizzata - ma dei Brest: il gruppo musicale nato da un’idea del musicista Andrea Lattanzio, nel 1999.
The Ballad of the ants è un piccolo contenitore di easy listening, cantato tutto in inglese, che prende la delicatezza dei timbri acustici, i suoni bassi e i ritmi staccati, e li fonde con le increspature della voce baritonale di Lattanzio, nelle cui pieghe scorre sicuramente un certo british sound e che possiede una lontana eco di quel rock- beat che andava per la maggiore negli anni 70.
E’ difficile infatti non accorgersi dell’ascendenza beatlesiana - anche se minima ed embrionale - di questo disco nel suo ritmo portante, e non si può non notare un leggero retrogusto dark che richiama le suggestioni sonore di Nick Cave.
Tuttavia, questo EP composto da 3 pezzi, si rivela abbastanza monotono e ripetitivo, poiché le poche buone idee che vi sono all’interno, suggerite proprio dalle sue atmosfere particolari, non sembrano sviluppate come forse Lattanzio intendeva: la strumentazione e gli arrangiamenti sono poveri e spogli (le canzoni sono infatti tutte suonate solo con basso, chitarra e batteria) e se questo per il rock - beat non è mai stato un difetto, certamente non aiutano la materia prima di cui sono fatti questi pezzi, con tutti i loro limiti, che perciò ne sono ulteriormente appesantiti e fiaccati.
Le melodie sono tutte costruite su poche note basse e quindi non brillano certo per ampiezza e vivacità: per queste ragioni, il contenuto risulta piuttosto piatto e l’ascolto abbastanza noioso.
L’unica "novità" può essere trovata nella traccia numero tre: I’m rusty, ma solo perché è cantata in parte da Gianluca Salvi e non solo dall'interprete principale. Qui, l’utilizzo di un sample che ripete più volte la frase “I wake up to the sound”, fino alla dissolvenza finale del brano, esaspera ulteriormente il senso di monotonia creato dalle canzoni nell'insieme.
Tutto sommato, l’ascolto del disco è poco gradevole anche per l’ostinazione a far iniziare tutti i brani più o meno allo stesso modo.
Col “passato psichedelico” di Lattanzio, anche volendo supporre che l’autore abbia tentato di sfruttare la ripetitività per creare un effetto ipnotico, pensiamo il tentativo non sia riuscito. Peccato.

LINEUP:

Adriano Lattanzio - voce, chitarra e basso
Fabio Colella - batteria, computer & sampler
Gianluca Salvi - voce -

TRACKLIST:

01. Ballads of the ants
02. Strange lapses
03. I’m rusty

Giuseppina Brandonisio


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