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BSBE @ Circolo degli Artisti 7/11/2009 | Radio Tor Vergata
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BSBE @ Circolo degli Artisti 7/11/2009

Concerti BSBE @ Circolo degli Artisti 7/11/2009

“Penso che il mio corpo voglia liberarsi di me.”
Questo cantano i BSBE, questo mi sento in mezzo alla folla che mi circonda e riempie tutto il Circolo.
Riesco appena a sorpassare il buttafuori e la porta d’ingresso che trovo un muro di persone.
Sul fondo il palco è già acceso, i due musicisti già ai loro posti.
La chitarra di Adriano attacca subito a gran volume dal suo amplificatore Marshall che butta sul pubblico manciate di decibel. Io sono in fondo alla sala, e mi sento spettinato, chissà che piega avrà fatto a quelli che sono davanti. Il fatto è che nonostante siano solo in due i Bud riescono a fare un gran casino. Adriano Viterbini, chitarrista nonché cantante della formazione mette subito in mostra le sue grandi doti di chitarrista polivalente.

In lui si riescono però sempre a distinguere due principali filoni: il Blues e il Grunge. Questi due elementi si fondono sapientemente sia a livello di struttura musicale dei pezzi, che riprendono riff e tempi proprio del Blues più puro, quello delle origini, quello del delta, con la potenza e la ricerca del suono appartenente ad una scena diversa, che forse non definirei grunge, ma sicuramente hard rock. Se nell’esecuzione del chitarrista si trovano elementi tipici del blues, dal fraseggio alla tecnica della chitarra suonata con lo slide, chi si avvicina più all’hard rock è sicuramente il batterista Cesare Petulicchio, che ha il grande compito di riempire gli spazi della chitarra, ruolo che riesce magicamente grazie anche alla perfetta complicità e competenza del duo. Una parte importante del lavoro dei due è svolto dalle lunghe improvvisazioni, richiamando anche in questo lo spirito tradizionale del Delta.
Basta uno sguardo e la chiusura dei pezzi è perfetta, niente sembra preparato, ma è tutto frutto, sembra, di ore e ore passate in sala prova insieme, o comunque di una grande complicità. Altra particolarità di questo duo blues hard trash rock è il fatto di cantare completamente in italiano, fanno eccezione solo le cover magistralmente eseguite, ma di questo parleremo in seguito.
Sicuramente il cantante e chitarrista è più impegnato nella ricerca di un suono della sua Fender Stratocaster, piuttosto che nella ricerca di un linguaggio o un concetto specifico, perché i testi non dicono molto, quantitativamente parlando, e non in maniera molto interessante, ma sembra che questa sia stata proprio una scelta artistica, che rispecchia appieno tutta la filosofia low profile, in cui da padrona comunque la fa la musica, l’emozione, ma di quelle che deve arrivare immediata.
Manifesto della loro autoironia, nonché delle loro origini è sicuramente il brano dal singolare titolo “Blues di merda”, in cui vi è una lista di luoghi comuni legati al Blues, sapientemente smontati uno ad uno da Adriano, che alla fine nel ritornello, arriva addirittura a definire il suo autoironico ritratto “ a me piace il grunge, blues di m…”.
Ma il massimo rispetto e apprezzamento da parte della folla arriva verso la fine, quando inizia il momento delle cover, andando ad eseguire un pezzo simbolo della musica elettronica di qualità dei nostri giorni “Hey boy, hey girl” dei Chemical Brothers.

La completezza della canzone, pur essendo solo in due, è sbalorditiva, così come si fanno ancora più apprezzare le doti musicali dei due musicisti.

L’ultimo pezzo è la consacrazione dei due, una cover di Hendrix, “ Vodoo child”, che mette i brividi, per quel suono di Fender così caldo ed elettrico che solo il grande Jimi poteva brevettare. Come lui, anche i BSBE hanno preso elementi dalla tradizione e dalla storia musicale più recente, per farne una sintesi tutta originale, che possa andare oltre.

Damiano Marchetti


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