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Chaos Wave+Heaven Lust+Seta Nera+Blind Horizon+Nuomeno@Jail Break (03/04/08) | Radio Tor Vergata
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Chaos Wave+Heaven Lust+Seta Nera+Blind Horizon+Nuomeno@Jail Break (03/04/08)

Concerti
Informazioni
Anno: 
2008

Il concerto offerto dal Jail Break giovedì 3, inizia con una punta di delusione, forse perché uno dei gruppi emergenti più validi che abbia mai ascoltato, ovvero i Noumeno, è costretto a fare da opener alla serata del Metal Massacre, ad alcune band che, anche se hanno un repertorio musicale più ampio, non sono, a mio avviso, al loro stesso livello tecnico e compositivo.
Sono da poco passate le 10 quando la band prende posto sul palco, pure durante gli ultimi accorgimenti tecnici ci si rende conto della bravura di questi ragazzi. Il look è quello delle persone che fanno concerti per il gusto di suonare e non per sfoggiare doti fisiche o appartenenza alla categoria. Cosa che denota un’attitudine da palco singolare, che si basa sulle note che andranno a suonare, sulla tecnica e le ritmiche stesse, piuttosto che sull’impatto visivo. In una realtà sfuggente come quella metal, dove adesso come adesso l’importante è apparire, i Noumeno (http://www.myspace.com/noumenoband) decidono di lasciar parlare i loro strumenti, senza che altre componenti effimere si mettano in mezzo.
Dopo gli ultimi accorgimenti si spengono le luci sul palco del Jail Break, è il momento che sancisce l’inizio di un qualcosa che colpisce veramente, una scarica di adrenalina allo stato puro, con assoli di tutti gli strumenti, compresi basso e batteria che si inseguono per il locale e formano uno splendido spettacolo sonoro. L’apertura di “Panda Song” è sublime, con un’introduzione di Fabrizio da brividi e l’immancabile assolo di Emiliano Cantiano, che alla batteria dimostra di essere veramente portato, introducendo pregevolmente il pezzo più bello del gruppo “Psycotic Syndrome”. Si mettono in luce anche Danilo Carrabino, che si alterna con Fabrizio alla chitarra, e il giovanissimo Emanuele Calvelli.
Uno show condito da una buona resa sul palco, i ragazzi ci sanno fare, buono anche l’affiatamento di questo gruppo che potremmo definire molto eterogeneo per quel che concerne l’età, che spazia tra i 19 e 28 anni.
La serata continua con il concerto dei Blind Horizon (http://www.myspace.com/itblindhorizon), gruppo misto non solo per le città d’origine, ma anche perché sul palco alla seconda chitarra c’è una ragazza, Ambra De Agostini. Fa sempre piacere vedere ragazze prendere parte a band che suonano il genere maschile per antonomasia, ma questo è solo l’incipit, infatti, proprio grazie a lei, la serata si tinge di rosa, che diventerà il colore portante.
Propongono solo i pezzi del loro nuovo lavoro, in uscita a breve, e la cover di Crystal Mountain dei Death. Purtroppo la realizzazione dei pezzi non è pregevolissima, come mi spiegherà a fine concerto Luca Fois, dovuta a un ritorno quasi nullo nella cassa spia, che non permette ai componenti del gruppo di allinearsi in un sound più omogeneo. Un vero peccato per una band che ha sfornato già una demo di buona fattura e che probabilmente avrebbe meritato di più.
Dopo lo show proposto dai Blind Horizon è il momento del pomo della discordia, il terzo gruppo che sale sul palco è infatti una cover band, per essere più accurati la cover band ufficiale laziale degli Evanescence, i Seta Nera (http://www.myspace.com/setaneraband). In una serata dedicata a band emergenti è difficile concepire la presenza di una tribute band, soprattutto come terzo gruppo e nascono da subito le classiche critiche dovute al fatto che gruppi che creano pezzi propri dovrebbero essere agevolati rispetto ad altri che, sebbene bravi, si limitano ad emulare gli altri.
Con un animo un po’ “particolare” mi metto a seguire il loro show. Il quintetto però sa tenere bene il palco, tutti vestiti in abbigliamento goth, cravatta e camicia nera, trascinati da una splendida e sensualissima Valentina Bucci, seconda donna della serata, ma non unica del gruppo che presenta al basso Chiara Renzi. Nella serata offerta dal Jail Break, il rosa sembra sbiadire le atmosfere nerastre che denotano il panorama Metal. Fanno uno show molto simpatico ed è bella l’interazione che creano con il pubblico, di notevole interesse anche l’interpretazione di “Call me when you are sober”, durante la quale Valentina indossa la mantellina rossa usata dalla stessa Emy Lee nel video. Sono abbastanza trascinanti al punto che, nonostante non sia un amante del genere, a fine concerto mi ritrovo sotto il palco a cantare le parole di “Bring me to Life”.
Solamente durante lo show offerto dagli Heaven Lust (http://www.myspace.com/heavenlustband), capisco la presenza dei Seta Nera e mi trovo costretto a fare un “Mea Culpa”. Il quarto gruppo della serata è infatti una band Gothic, un genere totalmente dissimile da quello presentato dai Blind Horizon, che suonano Death, un cambio di tonalità così eccessivo avrebbe sicuramente destabilizzato la platea, rendendo quindi necessario l’intervento di una cover band.
Gli Heaven Lust hanno sonorità pulite e, nonostante suonino gothic, presentano dei pezzi molto potenti, con un ottimo attacco iniziale di batteria supportato da un’ottima chitarra. Bella anche la presenza scenica del gruppo, incrementata delle voci di Alessandra Cipriani e Alessio Manca che si fondono perfettamente, lasciando l’ascoltatore perdersi nel folto di fredde lande innevate. Un buon gruppo che meriterebbe una maggiore attenzione, perché sicuramente hanno poco da invidiare ai gruppi esteri che mi è capitato di sentire.
Dulcis in fundo i Chaos Wave (http://www.myspace.com/chaoswave), un gruppo sardo davvero devastante, splendidi nel tocco, senza contare la maestria di Raphael Saini dietro le pelli, mostruoso. Introdotti splendidamente dagli Heaven Lust, anche perché il gruppo isolano propone il connubio splendido tra voce maschile, quella di Fabio Carta, e femminile di Giorgia Fadda, con un sound che ricorda l’Heavy classico, a cui si affianca una chitarra, quella di Henrik 'Guf' Rangstrup, che definire splendida è un eufemismo. Suonano davanti a un bel pubblico, rimasto fino alla chiusura per gustarseli appieno. Regalano molte emozioni i ragazzi, non si fermano un secondo sul palco, lanciandosi in headbanging e in esibizioni di alto livello. È spettacolare la presenza scenica di Fabio, un frontman perfetto, coadiuvato dalla presenza di Giorgia e da un Henrik mostruoso.
Sono un gruppo che merita decisamente di essere conosciuto, anche perché manifestano una genuina simpatia, dei veri metalhead che speriamo di rivedere presto sul suolo della capitale.
Che dire oltre? La serata si è rivelata molto piacevole, un concerto che spero possa essere un buon trampolino di lancio per le band che si sono susseguite sul palco.
(Stefano Stocchi)


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