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Emidio Clementi & Fausto Rossi al Circolo degli Artisti - martedì 3 novembre 2009 | Radio Tor Vergata
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Emidio Clementi & Fausto Rossi al Circolo degli Artisti - martedì 3 novembre 2009

Concerti Emidio Clementi & Fausto Rossi al Circolo degli Artisti - martedì 3 novembre 2009

Conosco un tale che per principio si rifiuta di leggere libri scritti da musicisti. Condivisibile o meno, è un punto di vista interessante il suo. Rientra un po’ nel discorso del tutti fanno tutto. E quando tutti fanno tutto, quel tutto spesso risulta una vera e propria schifezza.
(Se volete ridere di gusto leggetevi l’invettiva illuminante di Pablo Euchaurren nel suo “Suicidio dell’arte – da Duchamp agli sciampisti”, in cui descrive senza scorciatoie la presente condizione in cui annaspa l’arte contemporanea in questi nostri anni zero).
Nel 2009 scrivono tutti. Cosa scrivono sarebbe bello domandarsi, e come soprattutto.
Ora, quelle dello scrittore e del musicista sono due realtà estremamente diverse. Quel tale di cui vi parlavo prima molto probabilmente sa il fatto suo. Per quanta passione e genialità si possa mettere a disposizione dell’arte, ad un certo punto subentra l’elemento “mestiere”, che è poi quello che distingue, analizzando in particolare il caso che stiamo trattando, uno scrittore da un musicista.
Inetto a cogliere la grandezza della piccolezza, cullato dalla monotonia della catatonia, il pubblico è abituato a buttare giù ogni sorta di proposta che gli viene rifilata dall’establishment artistico ufficiale. E allora se mi ascolto gli Afterhours DEVO leggermi il libro che ha scritto Manuel Agnelli, altrimenti che fan sarei. Poi lo leggi e ti dici che forse tutto questo bisogno di scrivere un libro Manuel non ce l’aveva.
A questo punto l’artista potrebbe benissimo dire “ma io sono libero di scrivere quello che voglio”, e a quel punto però il fan dovrebbe sentirsi profondamente offeso e rispondere “e no, dovresti avere l’onestà, nei nostri confronti soprattutto, di ammettere a te stesso e al mondo che forse non sei nato per scrivere libri, ma per comporre musica e suonarla, stop”.
Ma perché vi sto facendo tutto questo discorso.
La scorsa settimana la sottoscritta ha scoperto che Emidio Clementi, basso e voce dei Massimo Volume, scrive libri dal 1997. Ebbene si, conoscevo vita e morte dei Massimo Volume, ma a quanto pare mi mancavano i miracoli! Parlo di miracoli perché Emidio Clementi sembra proprio rappresentare, da quel poco che ho sentito durante il reading che si è tenuto martedì scorso al Circolo degli Artisti in occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo “Matilde e i suoi tre padri”, e da quel poco che ho letto su internet, l’eccezione che conferma la regola! E’ l’ottima fusione tra musicista e scrittore. Probabilmente questo si spiega nel suo essere musicista in modo anomalo, proprio perché Emilio narra, non canta, le sue canzoni, e lo fa da fine dicitore.
Ovviamente potrò esprimere una critica approfondita solo dopo aver letto i suoi romanzi, e vi assicuro che non mancherò di farvi leggere qualcosa a brevissimo!
Una serata gustata e apprezzata pienamente quella di martedì. Pochi intimi al Circolo degli Artisti, che come per incanto si trasforma nel comodo salotto di casa nostra, catturandoci in un’ atmosfera dai toni caldi e familiari.
E non finisce qui!
Dopo Emidio Clementi, è il turno di Fausto Rossi, che torna ad esibirsi dal vivo dopo quasi dieci anni di assenza dalla scena musicale. Accompagnato da Massimo Betti, Fausto Rossi presenta il suo ultimo album “Becoming Visible”, un’opera nata dopo un lungo periodo di silenzio in cui l’artista si è dedicato ad un “viaggio interiore”, così lo definisce, “otto anni di lavoro sulla mia persona, di molta solitudine”.
Terminato questo viaggio, decide di tornare dal suo pubblico. Personalmente ho conosciuto Faust’O (nome d’arte che Fausto Rossi abbandonò ai tempi in cui uscì l’album “Love Story”) attraverso le sue canzoni, così piene di ribellione, indignazione e ai limiti della vera e propria strafottenza, e devo ammettere che ero davvero bramosa di vedere dal vivo sprigionarsi tutta questa energia.
Ma siamo ormai lontani dai tempi in cui cantava “Suicidio” e “Blues”, e il Fausto che si presenta a noi sembra abbia perso anche il ricordo di quel suo spirito inquieto e coerentemente tormentato.
“Scusate per il ritardo” dice sorridendo, mentre si sistema sul palco. “Che ore sono?”, chiede, “ Le undici” rispondiamo noi; “Le undici? Voi vi fidate del tempo eh? Ca..i vostri!”.
Dedica gran parte del concerto ai nuovi brani, tutti in inglese, regalandoci anche qualche brano del passato. C’è un continuo scambio di battute tra Fausto e il pubblico. L’intimità e la complicità createsi all’inizio della serata non erano svanite con la dipartita di Emidio, anzi sembravano aver indossato un veste ancora più preziosa con l’arrivo del musicista veneto.
A parte un piccolo spiacevole episodio, causato da qualcuno che aveva forse alzato un po’ troppo il gomito, durante l’introduzione del brano “I Want You”, esco ancora una volta soddisfatta dal Circolo degli Artisti. “Tonight” : I can’t get to sleep, I can’t stop my dreams.

Eleonora Salvati


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