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Fonderia @ INIT Club Roma 10-10-2009 + Intervista con Emanuele Bultrini (chitarrista della band) | Radio Tor Vergata
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Fonderia @ INIT Club Roma 10-10-2009 + Intervista con Emanuele Bultrini (chitarrista della band)

Concerti Fonderia @ INIT Club Roma 10-10-2009 + Intervista con Emanuele Bultrini (chitarrista della band)
Informazioni
Luogo: 
Roma
Data: 
10/10/2009

La serata comincia in modo davvero "umido"! Nel recarmi all'INIT Club per il ritorno dei Fonderia, dopo oltre un anno di assenza dai palchi romani, vengo colto da un vero e proprio nubifragio, che già in mattinata aveva messo in ginocchio la capitale. Se considerate poi la concomitanza dell'ennesima partita di calcio in Tv, mi sarei aspettato un'affluenza di pubblico vicina allo zero. Ma i Fonderia hanno il suo zoccolo duro di irriducibili che non si sarebbero lasciati sfuggire l'occasione di rivederli on-stage prima della loro "partenza"; ma di questo parleremo tra breve!

E a parlare saranno direttamente loro per bocca di Emanuele Bultrini (chitarrista), che ho coinvolto in questa recensione/interivista a tutto campo, tra impressioni a caldo sul concerto e le grandi novità in arrivo per la band.

La parola chiave della serata è stata "fermento". Una generale sensazione di attesa ( tra il pubblico ma non solo) ha pervaso tutta la performance, aspettando di apprezzare le novità, cogliere le differenze (molte) e le emozioni di questa performance.

La scaletta stessa è già termometro di un rinnovamento ormai compiuto che si svela pian piano, mentre i ragazzi si scaldano con i primi pezzi: tre soli brani dai precedenti album (Re-Enter, Dubbio2 e Piazza Vittorio), per resto tutto materiale fresco e molti brani del tutto inediti.

A questo punto chiediamo direttamente ai protagonisti... a cosa è dovuta tutta questa energia... questo "plasma"... pronto ad essere colato dai Fonderia in forma fisica e sonora:

Un saluto ad Emanuele Bultrini, chitarrista della band, che ringrazio per la disponibilità a questa piccola mini-intervista.

A distanza di quasi un anno (o forse più!) siete tornati di nuovo "on stage". Raccontaci cosa avete fatto e cosa è successo in tutti questi mesi.
E.B. Diciamo che è stato un periodo di riflessione profonda, sia artistica che personale. Per alcuni di noi ci sono stati dei cambiamenti esistenziali e familiari che hanno avuto un peso rilevante e ci hanno assorbito molto. Al tempo stesso ci siamo “assentati” volutamente dalle scene, per concentrarci sul lavoro in studio e sperimentare approcci metodologici e soluzioni stilistiche piuttosto diverse da quelle seguite in passato. All’inizio questa fase doveva essere più breve, ma poi per una serie di circostanze si è prolungata, fino alla scorsa estate, in cui abbiamo tirato le somme e ci siamo decisi a mettere in atto il progetto vero e proprio per il disco che siamo in procinto di realizzare.

Tornare dal vivo che sensazione vi ha lasciato? Per una band come la vostra che suona spesso e volentieri, un'assenza così lunga quanto ha pesato?
E.B. Devo ammettere che anche noi eravamo un po’ in pensiero, ma a posteriori penso che sia andata bene, considerando che oltretutto quasi tutti i brani in scaletta hanno avuto il loro “battesimo” live proprio in questa serata. In ogni caso avevamo un desiderio fortissimo di tornare a fare concerti, e credo che questo sia stato percepito.

Siamo alla vigilia di un grande evento per la Fonderia; siete in procinto di "partire" per andare a registrare il vostro terzo disco, che sarà molto diverso dai precedenti, già nel suo momento creativo.
E.B. Sì. Le cose sono andate così: per questo disco la fase di pre-produzione è stata molto lunga. Abbiamo passato molto tempo in studio ad approfondire la composizione e l’arrangiamento dei nuovi brani, riducendo drasticamente, per la prima volta, l’elemento dell’improvvisazione e dedicando più attenzione alle strutture, alle armonie, agli incastri ritmici e alle soluzioni melodiche. Questo perché volevamo fare qualcosa che fosse davvero nuovo per noi, e per raggiungere lo scopo abbiamo dovuto fare lo sforzo di evitare sistematicamente e consapevolmente le strade che, in un modo o nell’altro, avevamo già battuto. Per un gruppo che è insieme da più di dieci anni questo processo non è affatto semplice e ha richiesto un grande impegno, ma alla fine siamo molto soddisfatti. Ma a questo punto le cose potrebbero ancora cambiare, perché per la produzione vera e propria abbiamo deciso di affidarci ad un produttore artistico di alto livello come Marco Migliari, che è italiano di nascita ma ha sempre lavorato in Gran Bretagna, e in particolare nei Real World Studios di Peter Gabriel. Infatti fra pochi giorni partiremo per Bath dove registreremo l’album, proprio alla Real World. Inutile dire che siamo in fibrillazione per questa avventura. Inoltre questa esperienza rappresenta una doppia novità per noi: da una parte, avere un riferimento esterno al gruppo nella produzione sarà senza dubbio stimolante (nei nostri dischi precedenti avevamo sempre curato la produzione artistica da soli), dall’altra, il fatto di spingerci all’estero fin da questa fase ci apre le porte ad una strada nuova che abbiamo intenzione di percorrere con sempre maggiore determinazione.

Ho saputo che registrerete il nuovo album "Live in studio". Per molti gruppi sarebbe un azzardo ma voi avete un bel curriculum di "improvvisatori". Forse finalmente un disco che rende giustizia alle vostre capacità.
E.B. In realtà anche nei dischi precedenti c’erano molti brani registrati live, alcuni dei quali in gran parte improvvisati (specialmente nel primo album “Fonderia”). La novità è che il nuovo lavoro sarà registrato interamente dal vivo, in uno studio che è stato progettato appositamente per il live, come del resto è sempre dichiarato esplicitamente sui dischi Real World (“We have worked hard to build a special place for performance. Whatever the music, whatever the technology, great records come from great performances”). Comunque è una scelta che avevamo in mente da tempo, con l’obiettivo di portare su disco il suono e l’energia che abbiamo in concerto.

Alcuni dei pezzi che probabilmente finiranno nel nuovo lavoro, sono già stati "testati" dal vivo in varie occasioni. Eppure stasera sono apparsi fortemente rivisitati in alcune loro parti; mi riferisco a Big Wave, CoZZilla, Istanbul etc.
E.B. E’ il risultato del lungo lavoro che abbiamo fatto in studio. In passato il nostro approccio era più legato alla jam. I brani erano costruiti intorno a nuclei relativamente semplici su cui poi lavoravamo improvvisando e sperimentando con i suoni, un po’ come si fa nel jazz con gli standard. Stavolta invece abbiamo adottato un approccio più legato alla composizione vera e propria, chiaramente cercando, come sempre, l’originalità. Il nostro obiettivo, nel comporre, è stato sempre quello di sorprendere noi stessi, prima ancora che il pubblico.

Abbiamo notato un certa svolta in chiave tecnica: utilizzo di tempi dispari, intrecci complessi, tempi sincopati... un ascolto decisamente più impegnativo.
E.B. Anche questa diversificazione è una conseguenza del metodo che abbiamo seguito. E’vero che ci sono dei brani più complessi dal punto di vista strutturale o ritmico, ed allo stesso tempo ce ne sono altri estremamente diretti, sia per la ritmica che per le melodie. In questo nuovo progetto abbiamo trovato il modo di far coesistere tempi composti e pezzi con la cassa in quarti, armonie diminuite e grandi aperture melodiche. Un’altra peculiarità di questo lavoro è che ci sono meno assoli.

C'è in programma la realizzazione di materiale multimediale per il nuovo lavoro, magari un video come per "Piazza Vittorio"?
E.B. Sicuramente abbiamo intenzione di farlo. Peraltro l’accoppiata con le immagini è il “destino” naturale del la nostra musica. Ma in questa fase ci sono ancora solo alcune idee vaghe, perché siamo concentrati soprattutto sulle registrazioni. Successivamente ci dedicheremo di più ai progetti multimediali.

Beh... mi pare che di novità ce ne sono assai a bollire nel grande colderone di questa band.
Non ci resta che augurarVi un grosso "In Bocca al Lupo"... e aspettare il vostro ritorno!

Dret.

Citazioni e Riferimenti

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