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Gong @ Roma Incontra il Mondo - Villa Ada (05-07-2009) | Radio Tor Vergata
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Gong @ Roma Incontra il Mondo - Villa Ada (05-07-2009)

Concerti Gong @ Roma Incontra il Mondo - Villa Ada (05-07-2009)
Informazioni
Luogo: 
Villa Ada - Roma
Data: 
05/07/2009

Una serata afosa ci accoglie approdando sull'isola del laghetto di Villa Ada, sede storica del festival "Roma Incontra il Mondo". Il concerto dei Gong è un evento da non perdere: per la band culto del rock anni 70 e soprattutto per la figura del suo leader e fondatore, Daevid Allen. Da poco superati i 70 anni questo "gnomo fricchettone" non è in sintonia col concetto di "pensione" e pur avendo alle sue spalle un curriculum impressionante dal punto di vista artistico e personale, continua a girare il mondo con la sua band storica e side-project di varia natura. La line up che aspettiamo (i Gong sono "gruppo aperto" per definizione, con svariate formazioni succedutesi nel corso di 40 anni!) è per metà composta da membri storici: Allen, Gilli Smyth, la mitica chitarra di Steve Hillage con la compagna Miquette Giraudy alla sezione elettronica. Gli altri membri della band sono giovani leve che rimpiazzano gli assenti, come Didier Mahlerbe ai fiati ma soprattutto il grande batterista Pierre Morlene scomparso prematuramente qualche anno fa.

L'attesa si scioglie appena il palco viene inondato dalla nebbia artificiale che svela uno ad uno i membri del gruppo; ancora qualche minuto dopo l'inizio del primo brano ed ecco entrare in scena un figura alta e magra vestita di un lungo cappello a punta, mantello ed un abito che fa uscire a Seralf un commento del tipo "questo mattacchione è venuto in pigiama!".
E finalmente mi trovo davanti al padre di uno degli esperimenti psichedelico-progressivi più riusciti e longevi: un mago in abito da notte, dalla faccia simpatica, nei cui occhi guizza ancora quella pazzia caleidoscopica che lo ha reso leggendario.

E' difficile per la platea non esaltarsi per questo guru del rock che canta balla o si mette a zompettare felice per il palco vestito con il suo costumino da gnomo, mentre imbraccia la chitarra, regalandoci dosi abbondanti del suo leggendario "glissando"! Niente è andato perduto della folle creatività, dell'entusiasmo, dell'autoironia di questo artista e della sua band. Sperimentatori in ogni ambito dell'esperienza umana, dalla musica alle tanto discusse "droghe psicotrope", dalle comuni freak all'attivismo politico; eppure eccoli ancora lì i Gong, come se fosse la prima volta. Personalmente metterei la firma ovunque per ritrovarmi alla loro età con la stessa voglia di vivere e mettersi in gioco.

L'unica in apparente difficoltà con l'età è Gilli Smyth (classe 1933!) ma solo apparentemente: questa nonnina, un po' spaesata, quando impugna il microfono è ancora la sacerdotessa acida e visionaria che incarna i molteplici personaggi femminili della saga Gong... la strega, la prostituta, la dea Selene...

Il pubblico balla, applaude e quando Allen punta il microfono sulla folla chiedendo la partecipazione di tutti, canta a squarciagola: dall'attempato fan di pari età al giovane diciottenne, sbalordito dall'energia infinita di questo nonnetto da palco!

Intanto, i timori che il progetto elettronco di Steve Hillage (System 7) lo abbia allontanato dagli standard chitarristici cui ci ha abituato, sono fugati con estrema rapidità! Il ragazzo si diverte un mondo tanto negli assoli che nei duetti con Allen, senza tralasciare i dialoghi con la sezione ritmica o quella elettronica dove Miquette Giraudy mixa sapientemente gli ingredienti esotici del suo cocktail lisergico fatto di synth, effettistica assortita e tastiere.

La scaletta si destreggia tra i pezzi più recenti e i capisaldi della trilogia di Radio Gnome Invisible; emozionanti le esecuzioni di "Oily Way" e "I Never Glid Before" in un crescendo continuo che tocca l'apoteosi con un trittico da urlo, tratto da quel capolavoro che è "You": in sequenza arrivano "Magic Mother Invocation/Master Builder" con il suo mistico mantra seguito dalla mitologica "Isle of Everywhere" per chiudere con "You Never Blow Your Trip Forever", tripudio finale prima dei bis.

Alla faccia di certa musica nostalgico-depressiva o cinico-nichilista tanto in voga: questi signori dispensano un'allegria contagiosa che non si cura dell'età anagrafica o del periodo storico in cui viviamo. Il messaggio è sempre il medesimo: guardare oltre l'orizzonte, non accontentarsi mai della realtà... la vita è molto più di questo.

Storici e sociologi in vena di revisionismi, si affannano ultimamente a pontificare sui '70 come gli anni del pensiero utopico, del sogno ad occhi aperti; guardando le persone su questo palco mi sento di contraddirli... parlerei più che altro... di un'occasione mancata... ma non certo dai Gong!

Cosa poter dir ancora... solo... augurargli altri 1000 di questi concerti!

Dret.

grandissimi

grandissimi (e peraltro Allen stesso è e rimane virtuoso della chitarra, a giudicare dai giochetti adrianBelew-eggianti che faceva sul finale)
ma dico io possibile che per assistere ad un concerto come si deve si debba quasi sempre ormai scomodare gente di più di sessant'anni?

you can build an invisible temple in your own imagination
if you will!

:-)


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