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Gregor Samsa @ INIT (14-01-2009) | Radio Tor Vergata
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Gregor Samsa @ INIT (14-01-2009)

Concerti Gregor Samsa @ INIT (14-01-2009)
Informazioni
Luogo: 
Roma
Data: 
14/01/2009

Estetica ed esaltazione del silenzio.
Basterebbero queste poche parole per riassumere la serata all'INIT del 14 Gennaio 2009. Protagonisti gli americani Gregor Samsa che dalla Viginia, sbarcano nella capitale con il tour del loro nuovo capitolo musicale: Rest.
Band tra le più apprezzare nel sottobosco della cultura post-rock internazionale, si presentano in formazione a sette elementi, muniti di chitarre, basso, batteria, tastiere (tre elementi) violino e clarinetto, quasi un'orchestra... silenziosa.
"Riposo"... è il titolo del loro nuovo album: manifesto assoluto dell'approccio pacato, riflessivo ed intimista, che questi ragazzi hanno con la musica.
Il concerto si apre e sembra non iniziare mai... il silenzio regna sovrano per alcuni minuti finchè il pubblico interromper il brusio in sottofondo... e solo in quel momento si scopre una venatura di suono delicata e sottile che pian piano sale e si diffonde.
I ragazzi non hanno alcuna fretta, aspettano il momento adatto, il giusto livello di riverbero... si concedono tutta la libertà possibile per suonare la loro musica e sembrano totalmente assorbiti da questo pensiero.
Impressionante la calma con cui si materializzano i primi riff e i primi accordi al piano; ancora più delicata è la voce dei due vocalist che si alternano ed affiancano nella parti cantate.
Un gruppo che cerca il rispetto per il proprio modo concepire l'esperienza Live e riesce a conquistarselo in modo incredibile; in sala non una parola, l'unico rumore è quello degli applausi. Un coraggio straordinario confermato dalla scaletta: nessuna tentazione da "animali da palco", nessun eccesso, nessuna rivisitazione in chiave "rockettara" del loro repertorio, sono quasi tutte tracce dell'ultimo lavoro nella loro delicata essenza. Si alternano "The Adolescent", "Ain Leuh","Abutting, Dismantling","Jeroen Van Aken", resentando l'ambient in molte fasi della loro performance, con suoni dilatati e saturi che riempono minuto dopo minuto l'intero locale. Basta guardare i loro movimenti sul palco per capire il loro stile: mai un movimento di troppo, nessuna tentazione di spettacolarizzare l'esecuzione dove persino i crescendo e i momenti corali fanno la loro comparsa in modo timido e senza eccessi.
L'elemento emozionale del concerto si divide tra i lunghi momenti simil-drone e i duetti vocali, le atmosfere quelle del più classico Post Rock, nostalgiche, melanconiche ma non struggenti. Non predomina l'anima sofferta e tormentata bensì quella di un'esperienza consapevole; il canto della quiete dopo la tempesta.
Peccato per la breve durata della performance (circa un'ora): il gruppo si scusa in modo educatissimo, spiegandoci di essere stremamente provati dalla giornata che li ha visti reduci da un incidente stradale per le vie di Roma, motivo anche del ritardo all'apertura. Il pubblico spera in un bis... ma non se la prende... Sarà per la prossima volta!

Dret

(Immagine in alto a destra, per gentile concessione dello Studio Koku)


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