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Inteatro Festival@ Polverigi(An) 27 Giugno-1 Luglio | Radio Tor Vergata
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Inteatro Festival@ Polverigi(An) 27 Giugno-1 Luglio

Informazioni
Anno: 
2007

La quieta cittadina vivace

L’atmosfera è sempre la stessa a Polverigi, una quieta cittadina vivace, che profuma di magia, viva. Inteatro non poteva scegliere altro posto, visto che trenta anni fa erano gli stessi abitanti a trovare interessante il paese, a tal punto da mettere in scena “L’isola purpurea“ di Bulgakov , così, anche quest’anno, abbiamo accolto la trentesima edizione di uno dei festival di teatro, sperimentale, d’avanguardia (come lo vogliamo chiamare..) più interessante del territorio. Interessante nella scelta degli spettacoli, interessante nell’organizzazione e nei progetti portati avanti durante tutto l’anno. Se ci addentriamo nel programma appena concluso, troviamo tante novità, come l’incantadora, progetto di teatro domestico di Roberta Biagiarelli, che incanta il pubblico facendo uso di pietanze prelibate, come dire? Prenderli per la gola. Simona Levi invece ci lascia a pancia vuota perché il tempo stringe e gli spettatori devono sbrigarsi a votare la proposta di legge; lo spettacolo è realizzato dalla compagnia Conservas , denominato azione di “agit prop”, una denuncia sociale contro la speculazione degli immobili, una satira pungente pronta a distribuire risate riflessive. C’è inoltre chi ci ricorda il problema dello spreco energetico…

Lo spreco energetico è all’ordine del giorno, ma a farci riflettere sull’uso spropositato è il Teatro della Biosphera con Energia /utopia. Testo e regia di Adriana Zamboni, lo spettatore è ospitato in un micromondo (semisfera trasparente sulla quale venivano proiettate delle immagini), dove al centro troviamo un cerchio di terra, con intorno dei contenitori metallici appesi al soffitto contenenti alcuni oggetti utili per lo svolgimento dello spettacolo. In rilievo Le centrali alternative, in secondo piano quelle ordinarie, ma una cosa è certa, cercare di non danneggiare l’ambiente è “Utopia” con i bisogni d’oggi, si può fare la raccolta differenziata, ma non possiamo fare a meno del condizionatore d’aria. Il messaggio è chiaro: “Quale traccia vogliamo lasciare su questo pianeta? io vorrei lasciare un’impronta leggera…” frase di chiusura dello spettacolo. Questo è la terza rappresentazione di un percorso che ha visto ospitare sempre all’interno del Micromondo la questione della Biodiversità con “la Pelle del pianeta” e le risorse idriche con “Biosphera d’acqua”. Lo spettacolo dura poco più di un’ora, ma è molto intenso e suggestivo.
E’ un monologo, l’attrice si muove e prende in mano gli oggettini appesi sulla semisfera, molto brava a coinvolgere gli spettatori che in un certo senso si sentono anche loro partecipi o perlomeno coinvolti e colpiti dagli argomenti trattati. Le riflessioni ci vengono raccontate dietro ad un dialogo tra una scimmietta e una bambolina di pezza, ovviamente animate dall’attrice .Sulle pareti della semisfera vengono proiettate immagini accompagnate da musica e suoni. Uno spettacolo che si adatta ai più piccoli ma anche ad un pubblico adulto, grazie anche alle tecnologie audio e video utilizzate che rendono piacevole il tempo passato all’interno della semisfera.

Ad affiancare le rappresentazioni teatrali non può mancare della buona musica, gruppi come i Talea, una formazione composta da pugliesi e bosniaci che ci fanno infervorare a ritmo di pizzica e di musica balcana, d’ ammirare il senso del ritmo e la maestria nel dominare gli strumenti musicali.

C’è anche chi di pubblicità non ha bisogno perché il suo nome di questi tempi lo troviamo spesso sui giornali, una chioma riccia e una folta barba accompagnate da una chitarra vi dice niente? e se cito il concerto del primo maggio?? Bravi! avete indovinato, è Andrea Rivera, riempire il teatro del parco presso Villa Nappi per lui è stato un gioco da ragazzi, il canto non è il suo forte ma di certo la testa, la lingua e il carisma non gli mancano.

A sconvolgere gli spettatori portando un vero tocco di classe al festival però, sono i Santasangre, con Spettacolo Sintetico per la stabilità sociale, le parole non servono a granchè per descriverli, suoni e vibrii vari, proiezioni, ologrammi,carne umana, il corpo, la mente; la stabilità mentale non esiste senza stabilità sociale. In un mondo programmato, dove tutto è scritto, dove l’ eventualità e l’incertezza non sono credibili dove i bambini sono contraddistinti dalle lettere dell’alfabeto greco a secondo dell’intelletto, i Beta sono contenti perché non sono alfa (i quali svolgono i lavori più pesanti), i gamma sono stupidi non riescono ad imparare né a leggere né a scrivere, alcuni nascono addirittura senza avere l’istinto di coppia, dedicando la maggior parte del proprio tempo a se stessi, questo è il nostro Tecno-Futuro? sicuramente è un realtà estrema che i Santasangre ci raccontano egregiamente, senza bisogno di un palco e di un bella visuale, lo spazio scenico è ingabbiato come in un laboratorio di ricerca genetica, ma questa volta niente topi da laboratorio, le cavie sono creature perfette, nel fisico e nel cervello, quelle che una volta dominavano ora costrette ad essere dominate.

Di matrice ancor più sperimentale è sicuramente The people dei Big Art Group con una prima mondiale presentata ad Inteatro Festival; Caden Manson è regista e autore insieme a Jemma Nelson e gli attori sono gli abitanti di Polverigi (AN) in carne ed ossa, essi vengono ripresi all’interno delle proprie abitazioni e proiettati all’esterno, un tête à tête con la telecamera insomma, ma non sono imbambolati perchè presi da un attacco di egocentrismo, al contrario, vengono duramente sottoposti a domande pressanti da una voce fuoricampo, portandoli a volte ad una esasperazione che si coglie dagli occhi lucidi e stanchi. Viene chiamato Living-Television, il nome non mi convince molto e sinceramente neanche la performance, anche se devo ammettere che l’idea non è niente male.

Si conclude il Festival con l’esibizione dei Nico and the Navigators con Neil’s arms e songs che dall’alto del cinema del paese lascia sbigottiti gli spettatori tra l’incredulità della location e la presunta infermità mentale del protagonista. Niels Bovri, l’attore, non è assolutamente matto è che cerca di raccontarci i popoli, la cultura e tradizione del pianeta terra , in un linguaggio comprensibile a tutti, quello dei gesti e dei suoni, accompagnato da una bravissima violinista Sabine Akiko Ahrendt che rende decisamente più piacevole lo spettacolo.
In Finale, al teatro del parco suonano Theo and the Skyscrapers già comparsi nello spettacolo dei Big Art Group.
La trentesima edizione è arrivata, ci ha coinvolti con entusiasmo e se n'é andata lasciandoci con la sua musica e la sua poetica....e con i ricordi di quest'anno aspetteremo pazientemente la prossima edizione!

Matteo WK


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