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Interpol+Blonde redhead @ Saschall [FI] (12 nov 2007) | Radio Tor Vergata
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Interpol+Blonde redhead @ Saschall [FI] (12 nov 2007)

Concerti
Informazioni
Anno: 
2007

Trasferta fiorentina per il concerto degli Interpol, aperto niente poco di meno che dai Blonde redhead.
Le premesse sono ottime, Firenze un po’ freddina ma ciò non scoraggia una bella passeggiata per le strade del centro. Andando un po’ alla rinfusa riusciamo ad arrivare al duomo, poi quasi un’ora nel disney store, quindi uffizi, piazza della Signoria, ponte vecchio che nei pomeriggi invernali mette davvero i brividi. Ovviamente non potevamo che cenare in un posto tipico di Firenze (così come di molte altre città, autogrill e compagnia bella) di cui evito di fare il nome; vi dico solo che servono pizza su dei vassoietti di un rosso delizioso.

E giunge così l’ora di avviarsi verso il teatro Saschall. La location a primo impatto da una buona impressione, essenziale con quel tocco di classe che non guasta e anche tutto sommato l’acustica non è delle peggiori,anzi.
I blonde redhead fanno la loro comparsa sul palco poco prima delle 21, regalandoci una performance di una 40ina di minuti.
Pochi per una band che ha all’attivo qualcosa come ben 7 album, ma il trio nippo-italo-americano riesce in ogni caso ad emozionare. La voce delicata e straziante di Kazu Makino, accompagnata agli strumenti dai gemelli Pace, mette i brividi mentre intona pezzi come Dr. Strangeluv e Misery is a butterfly. Pezzi noise, introspettivi, sperimentali.
Chiudono con 23, dall’ononimo album uscito lo scorso aprile, dedicandola ai loro amici Interpol e a tutti noi del pubblico.

Il cambio di palco, come da copione, dura la sua mezz’ora buona. Tempo più che sufficiente per rendersi conto che si è circondati da una finta indie gioventù fighetta, ma meglio chiudere qui la parentesi che il discorso altrimenti potrebbe prolungarsi per le lunghe.

Passiamo agli Interpol.
Sono da poco passate le 22 quando si rispengono le luci e il quintetto newyorkese fa la sua entrata sul palco. Si comincia con Pioneer to falls dal loro ultimo album, Our love to admire. Quello che possiamo ammirare noi è un concerto fatto ad opera d’arte. Degni eredi della new wave alla Joy division, Paul Benks e soci danno il loro meglio. La scelta dei pezzi è un buon mix da tutti i loro lavori. Si prosegue con Narc, C’mere, Public pervert, Slow hands. Sanno emozionare e far scatenare il pubblico, a tratti il pogo diventa quasi insostenibile nelle prime file.
All’attacco di Evil il frontman gira l’asta verso il pubblico che estasiato intona “roseeemaryyyyy..heaven restores you in life”.
Il vero protagonista, nonché anima del gruppo, è il chitarrista solista Daniel Kessler. La sua abilità con le sei corde è notevole, con degli assoli che a tratti lasciano senza fiato. Encomiabile anche la sua abilità da ballerino, di cui ci ha deliziato tutta la serata con bollettini scatenati stile twist/swing.
Il bis è tutto riservato a pezzi storici tratti dal primo album, Turn on the bright lights. Nyc, la mia tanto sperata Stella was a diver e PDA.
Dopo più di un’ora e mezza di concerto, inchini, saluti, le luci purtroppo si spengono.

Voto? Un bel 9 e mezzo-10 senza nessun dubbio.

Rossella Pisano


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