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Jon Hopkins feat. Davide Rossi + Gianni Music @ Circolo degli Artisti Roma - 25-02-2010 | Radio Tor Vergata
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Jon Hopkins feat. Davide Rossi + Gianni Music @ Circolo degli Artisti Roma - 25-02-2010

Concerti Jon Hopkins feat. Davide Rossi + Gianni Music @ Circolo degli Artisti Roma - 25-02-2010
Informazioni
Luogo: 
Circolo degli Artsiti - roma
Data: 
25/02/2010

Sono quasi le 23:00 quando si anima la chermes musicale del Circolo degli Artisti; sul palco: Gianni Music, Port Royal e Jon Hopkins (con Davide Rossi) per una serata interamente dedicata all'elettronica e dintorni.

Gianni Music

Comincio stranamente da uno dei "gruppi spalla" solo per descrivere lo strano l'evolvere della serata.
Gianni Rosace, titolare di questa formazione aperta capitolina, è un artista poliedrico e davvero difficile da inquadrare. Già padre del progetto "Slow Motion" (altro UFO sonoro del panorama elettronico italiano) è anche il Deus Ex Machina dell' Half Die Festival: un "self-made event" che da oltre 10 anni raduna appassionati di musica "sopra i tetti" della capitale. L'unica certezza nei suoi progetti è la costante "imprevedibilità" che li accompagna e questo concerto non è stato da meno!
L'ultima performance cui avevo assistito, all'interno del complesso museale di Via Nazionale, aveva sancito (dopo anni) al ritorno di fiamma per le musicazioni dal vivo dei classici del film muto: ero pronto quindi a qualcosa che almeno in minima parte ne ricalcasse le orme.
Vengo smentito non appena il gruppo sale sul palco, con una formazione che appare immediatamente Rock-oriented! Oltre alla presenza costante di Gianni al laptop e Pino Pecorelli al basso, spicca il ritorno, dopo quasi una decina d'anni, di Alberto Pellegrino alla chitarra e la batteria di Alessandro Canini. Parte la musica mentre il pubblico (in prevalenza over 30) ha riempito la sala e subito abbozzo un sorriso: i primi due pezzi (Bones e Pino Asciuto Pazzo) sono una costruzione simil post-rock che ricorda i Tortoise e la prima ondata del post-rock americano: riff di chitarre semplici ed incisivi con sezione ritmica in evidenza a seguire un tracciato elettronico, traino e collante per il tutto! La deriva Rock è ancora più netta nel terzo pezzo, "Canuto": un'amalgama di atmosfere da New Wave 80 remixate con echi alla Mogwai.
Per ritrovare qualcosa più riconducibile allo stile di Gianni devo aspettare i brani più elettro-oriented dove il lavoro al laptop si staglia netto sopra i fraseggi dei restanti membri della band. Ne escono due traccie davvero interessanti come "Kitchen" e "Otaku", quest'ultima molto articolata e con interessanti soluzioni e discontinuità stilistiche.
Un altro paio di pezzi per la conclusione del concerto che sancisce per l'ennesima volta un concetto: Gianni suona quello che gli pare, con chi gli pare, quando ne sente voglia e necessità, secondo lo stile che in quel momento più lo stimola! Nessuna intenzione di "assecondare" le aspettative... suona in primis per piacere personale... tutto il resto è secondario!
Questo ultimo esperimento è stato davvero singolare: spero che questa formazione abbia il tempo e la possibilità di evolvere, limando quei brani ancora un po' immaturi ed esaltando i punti di forza di ciascuno elemento di questa line-up davvero intrigante!
Per il momento rimane solo da aspettare il prossimo evento e magari anche un prossimo album, da troppo tempo latitante!

Jon Hopkins feat. Davide Rossi

Prima dell'artista inglese si sono esibiti i genovesi Port Royal, ma il volume decisamente pesante mi ha fatto glissare per arrivare al terzo concerto con i timpani ancora integri.
Quando rientro nel locale è già avvenuta una mezza metamorfosi; la composizione del pubblico è decisamente cambiata: ora in netta in prevalenza under 30 (già perché sono le prime ore di Venerdì e tra poche ore... si torna al lavoro!).
Anche sul palco si nota qualcosa di singolare: è rimasto solo un tavolo con le classiche attrezzature da laptop-set mentre sul lato opposto fa da contraltare... un pianoforte.
Conoscendo i primi lavori di Hopkins, fortemente incentrati su atmosfere ambient/chill-out (Opalescence - 2001) e visti le recenti collaborazioni con Brian Eno e Coldplay, mi sono chiesto quale possibile dualismo con le ultime produzioni decisamente più movimentate e dance-oriented.
La risposta, almeno per la prima parte del concerto, è un dualismo continuo che vede il giovane inglese spostarsi dal suo deck ingombro di effettistica assortita: gapper, snipper, fader e quant'altro... al pianoforte.
La parte digitale è caratterizzata da un approccio insolitamente "fisico" per un laptop-set, con continui interventi sulla strumentazione, tradotti in sequenze ritmiche o in passaggi più cromaticamente densi. Il ritmo è ancora blando e in sottofondo si stagliano abbastanza nettamente le texture "ambientali" del suo repertorio meno recente. E' una sensazione di sospensione ed attesa che si fa ancora più chiara quando Jon si stacca del tavolo per raggiungere il pianoforte. Qui la vena ambientale è netta e il violino elettrico di Davide Rossi ne sottolinea ancora di più un certo carattere romantico. Il pubblico dal canto suo pare invece impaziente e voglioso di altre atmosfere... testimoniandolo in modo rumoroso (e decisamente cafone) con frasi del tipo: "Daje Jon... facce vede...".
Non saprei dire se questo abbia spinto l'artista a premere sull'acceleratore... ma di li a poco la performance assume i contorni del più classico del dj-set con ritmiche assai sostenute e stile decisamente dance-oriented. La sala comincia a ballare, la folle pare accontentata, ma la musica perde parte di quello stano ed indefinibile mix analogico-digitale davvero godibile, sfumando i suoi contorni in territori musicali abbastanza convenzionali.
Mi allontano dal concerto a pochi minuti dalla fine (è davvero tardi!) con una domanda che, per il momento, non troverà risposta: con una platea diversamente composta... avrei visto magari un concerto diverso?


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