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Lou Rhodes in concerto all'Auditorium Parco della Musica | Radio Tor Vergata
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Lou Rhodes in concerto all'Auditorium Parco della Musica

Concerti Lou Rhodes in concerto all'Auditorium Parco della Musica
Informazioni
Anno: 
2010
Luogo: 
Auditorium Parco della Musica
Data: 
14/05/2010

La vita quotidiana è talmente piena di cose da fare…
A volte neanche ci rendiamo conto del potenziale che ha un’intera giornata.
Riuscire a ritagliare del tempo da dedicare a noi stessi è una cosa buona, impiegarlo in qualcosa che possa recarci piacere, allontanandoci per un po’ dall’ordinario frenetico.

Lou Rhodes a Roma per un concerto.
Ecco che un giorno qualunque, come poteva essere lo scorso venerdì 14 maggio, si trasforma in una data che ricorderò sempre con una certa emozione.
Tutto si è svolto con estrema semplicità, seguendo lo stile della bella cantante di Manchester, da sempre innamorata delle piccole cose.

L’ex voce femminile dei Lamb ci presenta il suo ultimo lavoro, One Good Thing, nel Teatro Studio presso l’Auditorium Parco della Musica.
Seduta in prima fila, posso ammirare le dita sottili della Rhodes che scivolano tra le corde della sua chitarra, suonando le dolci note di una There For The Taking che rompe il silenzio della sala.

Un album prezioso ed incantevole nella sua essenzialità scrivono i critici musicali. Niente di più vero.
Nel tour Lou è accompagnata da due persone che considera come fratelli : il violoncellista Danny Keane, e il contrabbassista Jon Thorne.

Mi accorgo solo a concerto iniziato che Jon non porta le scarpe. In un romanzo di Joe R. Lansdale il suo soprannome sarebbe sicuramente stato Johnny Lo Scalzo.
Mentre sorrido divertita da questo pensiero, vengo subito richiamata all’attenzione da Janey, brano toccante, che mi rapisce completamente.

Autobiografia mischiata a licenza poetica, quella “licenza poetica che”, dice la cantante, “rende un po’ più universali le tue canzoni, facendo sì che anche una persona che tu non conosci, e che non conosce te se non come artista, possa sentire nella tua musica qualcosa che tocca profondamente nel personale”.

Se quello che sentivate era un fremito, ecco che dal palco i tre artisti rispondono in modo appropriato con Tremble, primo singolo estratto da
Beloved One, album con il quale la cantante debutta da solista.

One Good Thing è abbastanza distante dai precedenti Beloved One e Bloom, sia per le sonorità sia perchè nasce in seguito ad un periodo di profonda riflessione per la cantante. Un percorso che l’ha portata a capire che conoscere profondamente se stessi è qualcosa che deve arrivare prima dell’amare gli altri.

Nonostante Andy Barlow, l’altra metà dei Lamb, sia stato un elemento fondamentale per la registrazione dell’album One Good Thing (infatti la registrazione è avvenuta nel suo studio), questa volta si è trattato di un indiscutibile caso di dittatura, puntualizza Lou : “Andy c’ha provato, qualche volta, a dare dei suggerimenti, a proporre soluzioni, a indicare idee diverse di arrangiamento…l’ho sempre stroncato senza pietà!”.

All’interno dell’album sono presenti molti elementi che richiamano la sfera personale, e One Good Thing è la canzone che meglio racconta le esperienze vissute in questi ultimi anni da Lou Rhodes, per questo è diventata la title track.
One Good Thing… Rome!”, esclama Lou, “…and Italian food, coffee…”, “…and women” aggiunge Jon Thorne.

Dopo alcuni brani, arriva finalmente il turno della romantica e straziante The Ocean (Time traveller’s wife).
I musicisti sono pienamente immersi nella carica emozionale dell’esecuzione, e noi dalla platea ci sentiamo teneramente avvolti in un grande abbraccio che cinge tutto il pubblico.

Why wait for heaven è una critica a quelle persone che accecate dal loro credo non si accorgono dell’insensatezza delle loro gesta.

Tre sono i pezzi con cui Lou, Danny e Jon tornano sul palco per il bis, tra cui la bellissima Gabriel firmata Lamb, e Sister Moon, con la quale concludono il concerto.

Il rammarico più grande…? Non aver presenziato al Brancaleone lo scorso ottobre per la Reunion dei Lamb.
Mi sono persa l’agnello vestito da lupo, peccato.

Eleonora Salvati

Citazioni e Riferimenti

Commento

Ciao... ho trovato la tua recensione molto ben scritta.
Il concerto è stato molto intimo, ben eseguito e i musicisti molto simpatici. Ho notato però che non hai fatto alcun riferimento riguardo a quel ragazzo che ha cantato e suonato, prima dell'entrata in scena di Lou Rhodes.
Questi è salito sul palco con la sua chitarra acustica esibendosi in alcune sue canzoni e nell’ultima di queste sono saliti per accompagnarlo gli stessi musicisti di Lou. È stato molto bravo e la sua voce era profonda e naturale, non come le voci maschili che adesso vanno per la maggiore, mi riferisco a quelle stile Mika & friends che si ostinano a prendere acuti cantando e gorgheggiando quasi in falsetto.
Tra una canzone e l’altra si è presentato e ha fatto qualche battuta. L’Unico problema è che con il mio debole inglese non ho capito molto, solo che veniva dall’Inghilterra e che si chiama una cosa come Jay Lighter. Ho provato a cercarlo sul web, inserendo il suo nome, ma non è saltato fuori nulla. Penso quindi di non aver capito esattamente come si chiami, e volevo appunto chiedere a te se sapessi qualcosa di questo cantante o se potresti informarti per riferirmelo. Grazie!!!


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