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Metal Massacre night: Lord Vampyr + Hybris + Lamento Lugubre @ Jailbreak (03/04/2009) | Radio Tor Vergata
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Metal Massacre night: Lord Vampyr + Hybris + Lamento Lugubre @ Jailbreak (03/04/2009)

Concerti
Informazioni
Anno: 
2009
Luogo: 
Jailbreak, Roma

Serata a tinte fosche per questa metal massacre al Jailbreak, deficitaria però dei Maledia, gruppo goth metal della capitale, che all’ultimo momento non ha potuto partecipare per problemi di salute.

Il gruppo che apre la serata rimane comunque sempre lo stesso, ovvero i Lamento Lugubre; il trio propone un black metal di stampo norvegese, che va a pescare anche dal doom/ambient, pochi fronzoli e tanta sostanza, che non mi dispiace per niente sia come musica che come attitudine sul palco, anche se si nota che il gruppo è relativamente giovane, soprattutto per quanto riguarda le esibizioni live. In ogni caso il resto del pubblico ha un’opinione diversa dalla mia, infatti i Lamento Lugubre, a parte una decina di persone vicino al palco, vengono totalmente snobbati e un po’ me ne dispiace, perché forse avrebbero meritato un po’ più di attenzione.

Subito dopo sale sul palco quella che si rivelerà alla fine, la band della serata, gli Hybris. Le luci si abbassano e lentamente iniziano a entrare i nostri neri dipinti; il genere proposto non è totalmente inquadrabile, ma si può provare a dare un paio di coordinate: Darkthrone, Enthroned, qualcosa dei primi Satyricon, più in generale pagan black metal, almeno come struttura portante del suono.

Per gli Hybris questa è la prima volta al Jailbreak, e la seconda in generale, e si avverte all’inizio un po’ di tensione più che giustificata, ma che dura giusto la prima metà del pezzo introduttivo, per poi sciogliersi completamente all’inizio di “Spectra”, pezzo molto interessante per i passaggi chitarristici e dove riesco finalmente a gustarmi appieno l’acutissimo screaming di Thanathos e riesco a cogliere delle similitudini con i già citati Enthroned; con “Deteach the flesh” ci si muove un po’ di più e si crea un bel po’ di sano macello nelle prime file, un pezzo dove le linee ritmiche di chitarra sono sempre ben tirate e dove il batterista, può dare sfogo ad un drumming un po’ più marcato e veloce, non esente da qualche sbavatura, ma nel complesso più che buono, ma è con “Nera” che gli Hybris raggiungono il giusto equilibrio tra violenza e cupe atmosfere glaciali, con un finale di tastiera e voce veramente stupendo, che riesce (anche a dispetto degli intoppi tecnici) a rapirmi. Il concerto si chiude infine con “Hella” che mette un sigillo a questa prima parte della serata, decretandone l’apice.

La seconda parte della serata avrebbe dovuto cominciare con i Maledia che avrebbero dato lo stacco di genere, portando un po’ più dolcemente agli headliner; ma come ho già detto i Maledia hanno dato forfait e quindi si passa subito all’ultimo gruppo, i Lord Vampyr.

Beh, che dire … premetto che partivo da una posizione pregiudiziale nei confronti dei Lord Vampyr, datami dai pochi pezzi che avevo ascoltato sul loro space, quindi non mi aspettavo niente di che, anzi mi aspettavo il peggio ed invece non è stato proprio così.
Certo non rientreranno mai nei miei dieci gruppi preferiti e probabilmente neanche nei primi 100, però i pezzi propostoci dal Signore vampiro e dalla sua band non sono malaccio e anzi alcuni, soprattutto i primi tratti dall’ultima release Carpathian Tragedies, hanno dei bei riff spaccaossa e soprattutto una notevole potenza ritmica, il batterista è, infatti, la maggiore nota positiva della loro esibizione, veloce, preciso, potente, veramente bravo.
Non posso però assolutamente dimenticare gli aspetti negativi, che non sono pochi: in generale, la maggior parte dei brani, pur avendo momenti gradevoli, come ho già detto prima, ha un’impalcatura melodica che è fondamentale ripetitiva e schizofrenica, perché pezzi che magari partono con riffing e ritmiche azzeccate, vanno poi a cadere nelle pacchianerie pseudo gotiche dei peggiori Cradle of Filth, la voce di Lord Vampyr non è quasi mai all’altezza, poco incisiva, con vari cali e stonature nelle parti melodiche, e per quanto riguarda la cantante femminile, devo dire che è veramente imbarazzante in certi frangenti ed accettabile solo nelle parti sussurrate.

Per non parlare poi di alcune buffonate (vedi il morso alla cantante con sangue finto colante dal collo o un calice di vino, presumibilmente, bevuto dai vari membri del gruppo) tranquillamente evitabili. Mi ripeto: io pensavo anche peggio, ma comunque deludenti, e lo dimostra anche la gente che ha seguito l’esibizione, una quindicina di persone più o meno, un po’ pochine per una release party.

Onore agli Hybris quindi, che hanno dimostrato che l’umiltà, la semplicità e la forza di volontà, continuano ancora ad essere caratteristiche vincenti e fondamentali, per chi vuole andare avanti; ma soprattutto sono contento di avere visto un po’ di sano black metal al Jailbreak e spero che si moltiplichino le possibilità di vedere band emergenti italiane di questo genere, spesso bistrattato e tenuto in bassa considerazione, ma che ha dato tanto e può ancora dare molto alla galassia del metal.

Valerio Tamponi

Citazioni e Riferimenti

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