Mogwai - Rock in Roma Capannelle (08-07-2011)
Finire... dal principio... così apro la mia ultima recensione sul sito di RTVG. Eh si, dopo quattro anni, termina la mia partecipazione a questo progetto, con un bel bagaglio di soddisfazioni personali. Vi lascio regalandovi il mio ultimo concerto da inviato radiofonico!
Il principio... metà degli anni '90, il grunge imperversa, ma nelle fredde cantine di Glasgow, cinque ragazzi vedono già la sua fine. 2011... sono passati quasi vent'anni... il grunge è morto e sepolto... quei cinque scozzesi invece sono ancora qui!
Festival Rock in Roma - Ippodromo delle Capannelle, tour del nuovo "Hardcore will never die but you will", pianto i piedi sul prato di fronte al palco e aspetto. Aspetto una cascata di emozioni forti pronte ad inondarmi l'anima. Aspetto quella terribile ma dolcissima nostalgia, quella devastante ma esaltante tristezza di cui sono maestri:
sono tornati a Roma... loro sono i MOGWAI!
Padri del requiem che ha tumulato musicalmente un secolo morente, il gruppo scozzese è un baluardo, un'impresa eroica, uno stoico voler resistere ad uno stato endemico di "crisi permanente" che avvolge questo nuovo squarcio di eternità.
Monolitici, essenziali, senza fronzoli... un palco scarno, un semplice telo bianco per i loro video; il resto è solo musica.
In principio è la rinascita; aprono con "White Noise", open track dell'ultimo album; una boccata d'aria fresca dopo il deludente "The Hawk Is Howling". La febbre comincia a salire, lenta ma inesorabile come lo strato di suono si riversa dal palco.
La musica dei Mogwai cresce come la marea... per esplodere poi come un lampo nella notte buia. Il vocoder di Barry Burns introduce l'ormai classica "Haunted by a Freak": questi ragazzi venuti dal profondo nord fanno sul serio, e sono intenzionati a lasciare un segno netto in questa calda serata estiva.
La morsa emotiva si stringe ancora con l'esecuzione micidiale di "How to be a Werewolf" e il suo meraviglioso video: lenta ed inesorabile accelerazione con più classico dei crescendo finali. L'impatto dal vivo è davvero una spanna sopra l'ascolto casalingo; rimarrà probabilmente il miglior sigillo della serata.
Sono brani in cui il quintetto diventa sestetto con l'apporto di Luke Sutherland: violino e chitarre ma anche voce in "Mexican Grand Prix" a metà concerto.
Impavidi scozzesi! Quando parte "2 Rights make 1 Wrong", traccia mitologica del vecchio "Rock Action" (cavolo, sono passati 10 anni!!), ti rendi conto sul palco non c'è un trombettista; ma cosa importa...! Intensità e passione sono le stesse!
Non solo emozioni ma anche un bella lezione di sano rock in stile "wall of sound"! Ci pensano "San Pedro" e "Batcat" a mostrare cosa succede quando Burns lascia le tastiere e allarga a quattro il fronte delle "corde elettriche" disposte sul palco.
L'impianto è notevole, il suono arriva pulito, intenso e mai molesto. Puoi stare sotto il palco o metterti in fondo, la qualità non ne risente. Forse manca un pò di bilanciamento nei momenti più delicati della performance (ne fa le spese l'inizio di "Friends of the Night") ma il gruppo ci mette una pezza appena la tensione cresce e il ritmo sale.
Assolutamente degna di nota anche "Death Rays" dal cui video è tratta la copertina del nuovo disco.
Tre i BIS, aperti da una martellante "Auto rock": la più coreografica delle esecuzioni con l'impianto luci a manetta e il fumo di scena a dipingere in controluce le sagome surreali dei musicisti!
Ragazzi seri: suonano composti, ringraziano al termine di ogni brano un pubblico non troppo numeroso e a tratti un po moscio. Unica concessione da musicisti, il frequente cambio degli strumenti per l'accordatura.
Senza distogliere lo sguardo dalla realtà e testardamente intenzionati a resistere ad ogno costo, i Mogwai continuano ad essere i legittimi alfieri di un genere musicale che ha saputo descrivere gioie, ansie e paure di un ventennio a cavallo tra due secoli.
Luci ed ombre... come l'alba e il tramonto... l'inizo e la fine... Simili ma emotivamente diversi...
Finisce il concerto... e anche quest'ultima recensione...
Ciao!
Dret.
PS Cosa non rimpiangerò?? Lo elenco di seguito: tutt gli imbecilli, maleducati, cafoni, provinciali che infestano i concerti come cavallette. Parlano, urlano, telefonano, ridono sguaiatamente senza rispetto alcuno per musicisti e pubblico. Spero che presto o tardi gli si atrofizzi la lingua insiema al poco cervello di cui dipsongono.
Ma nell'attesa che quel giorno arrivi... dal profondo del cuore... lascio il mio ultimo "augurio" a questo nutrito popolo di coatti... ANDATE A FARVI FOTTERE!
- Login o registrati per inviare commenti
-
Accesso: ENTRA
ASCOLTACI SUBITO!

This reply quickly spread
This reply quickly spread online article, also cause Internet users and social strong reaction. Christian Louboutin Some people will be known as the most cow mayor mailbox, many media and critics also say that, such not Louboutin UK only reply irresponsible and more serious damage, mayor mailbox and the government's image.