Warning: Table './testdrupal/drupal_cache_page' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM drupal_cache_page WHERE cid = 'http://radio.torvergata.it/recensione/necrodeath_grimness_ebola_jailbreak_29032009' in /var/www/radiotorvergata/includes/database.mysqli.inc on line 135

Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/radiotorvergata/includes/database.mysqli.inc:135) in /var/www/radiotorvergata/includes/bootstrap.inc on line 726

Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/radiotorvergata/includes/database.mysqli.inc:135) in /var/www/radiotorvergata/includes/bootstrap.inc on line 727

Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/radiotorvergata/includes/database.mysqli.inc:135) in /var/www/radiotorvergata/includes/bootstrap.inc on line 728

Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/radiotorvergata/includes/database.mysqli.inc:135) in /var/www/radiotorvergata/includes/bootstrap.inc on line 729
Necrodeath + Grimness + Ebola @ Jailbreak (29/03/2009) | Radio Tor Vergata
Internet Tor Vergata Ateneo Uniroma2 La Web Radio Online
della Seconda Università di Roma musica, notizie, attualità e cultura dal nostro ateneo, da e per gli studenti.

Necrodeath + Grimness + Ebola @ Jailbreak (29/03/2009)

Concerti Necrodeath + Grimness + Ebola @ Jailbreak (29/03/2009)
Informazioni
Luogo: 
Jailbreak
Data: 
29/03/2009

Sono costretto ad iniziare questa recensione, maledicendo e imprecando per l’ennesima volta contro il trasporto pubblico romano; infatti, a causa di un’attesa di ben mezz’ora ad autobus, collegata ad un’inaspettata puntualità dell’inizio del concerto, quando arrivo gli Ebola ed i Grimness hanno già finito la loro esibizione.
La partenza è quindi pessima, ma fortunatamente ci sono ancora i Necrodeath che, senza niente togliere agli altri due gruppi, sono il principale motivo per il quale sono qui al Jailbreak.
È un appuntamento doppiamente atteso quello di stasera per me, sia perché i Necrodeath sono quasi un anno e mezzo che non vengono a Roma (ovvero il 27/10/2007, sempre al Jailbreak), sia perché l’ultima volta che ho avuto l’occasione di vederli a Martorell è sfumata, un po’ per sfiga un po’ per intoppi tecnici.
La sfuriata iniziale di “The Flag”, dà l’avvio alle danze; il pezzo, leggermente rivisitato e irrobustito, è una vera e propria mina vagante, nel quale Flegias affianca al classico screaming un inedito, ma quanto mai azzeccato growl, al momento del ritornello; i fans cominciano da subito a scaldare i muscoli, ed il primo vero e proprio sussulto lo si ha subito dopo con “Hate and Scorn”.
La serata continua, alternando i grandi classici del passato come “Mater Tenebrarum”, “Necrosadist”, “Fragments of Insanity”, ai migliori pezzi degli ultimi album come “Party in Tirgoviste”, l’inno “Forever Slaves” o la fantastica ballad “Master of Morphine”, il tutto condito con varie introduzioni e sinistri stacchi atmosferici che riescono a far rivivere quell’attitudine oscura, sempre presente nei dischi dei Necrodeath.
Dal punto di vista scenico la parte del leone la fa senza ombra di dubbio Flegias, che si muove sul palco come una presenza malefica, un traghettatore ghignante, che trasporta i presenti in misteriosi mondi, in storie di sangue e follia, coadiuvato spesso da Gianluca, che incita senza tregua al pogo il pubblico in sala (in effetti un po’ moscio, almeno secondo i miei gusti), ma dal punto di vista sonoro il deus ex machina è Peso: un treno furioso e roboante, ma che sa quando è il momento di rallentare e quando invece bisogna rialzare il ritmo, esaltante nelle parti più tribali, come per esempio in “100% Hell”, dove Pier si esibisce in un lungo finale assolo che merita i giusti applausi.
I nostri stasera sono in davvero in forma smagliante e ne si ha un’ulteriore conferma nel pezzo finale, una “Smell of Blood”, più scarna e diretta, cantata a squarciagola praticamente da tutto il Jailbreak, che fa chiudere in bellezza la serata. Ma un concerto dei Necrodeath che si rispetti non può finire senza le ultime tonnellate d’odio, che ci vengono rifilate nel bis, con “Last Tone(s) of Hate”, per l’appunto.
Ora la serata è proprio finita e conferma il mio personale giudizio sui Necrodeath, cioè quello di essere la più grande band del metal tricolore. Perché? Forse perché sono riusciti nel tempo a creare un loro personale e riconoscibilissimo stile, senza però fare compromessi e snaturare la loro proposta musicale, forse perché Phil Anselmo in un’intervista ad un Metal Hammer di una decina di anni fa, quando ancora la sua fama non era intaccata dal rapporto conflittuale con i fratelli Abbott, li aveva citati tra le sue band estreme preferite. Forse perché se dopo venticinque anni riescono ancora a sfornare un disco più bello dell’altro e ad infuocare palchi in tutto il mondo, significa che la perseveranza paga …

Valerio Tamponi


PreviousPauseAvanti