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Stormlord @ Alpheus 28/03/2008 | Radio Tor Vergata
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Stormlord @ Alpheus 28/03/2008

Concerti
Informazioni
Anno: 
2008

Tocca al Alpheus ospitare il concerto che fa da presentazione al nuovo album degli Stormlord “Mare Nostrum”, che uscirà nei negozi il 23 maggio.
Passata la classica mezz’oretta di attesa, le note di “Where My Spirit Forever Shall Be”, mi riportano sotto il palco e mi fanno già intuire che cosa dovrò aspettarmi dagli Stormolrd per questa serata: epicità; è questo sentimento infatti che accompagna e fa da filo conduttore ai nuovi brani proposti dal combo capitolino, che come preannunciato occuperanno gran parte dell’esibizione.
La componente epica e magniloquente è certamente stata da sempre fondamentale negli Stormlord e ce lo ricordano i vari highlights che la band esegue on stage anche questa sera, da “I Am Legend”, dedicata da Cristiano Borchi ad uno dei cofondatori del gruppo presente in sala a sua insaputa (e durante la quale ho assistito alla trasformazione di David Folchitto, che slegatosi i capelli e toltosi occhiali e maglietta e diventato una vera e propria macchina da guerra!) a “Wurdulak e a “The dance of Hecate” che smuove seriamente gli animi e soprattutto i corpi degli astanti; ma nei nuovi brani, pur avendo ben impresso il marchio di fabbrica Stormlord, si avverte ancora di più, forse come non mai, la forza dell’epicità. Diciamo meno “The Gorgon Cult” e più “Supreme Art of War”.
I nuovi pezzi sono potenti ed evocativi allo stesso tempo, come in “Legacy of the Snake”, dove le linee di chitarra death-oriented imbastite da Gianpaolo Caprino e Pierangelo Giglioni e le ritmiche sfrenate del Folchitto e di Francesco Bucci, si mescolano perfettamente con tappeti di tastiere e suoni orientaleggianti, dando ai fans sia il tempo di pogare violentemente che quello di rifiatare, ascoltando melodie che riaffiorano dal passato; di pari intensità “And the Wind Shall Scream My Name”, forse il brano che mi ha più colpito, con la potenza malinconica dell’assolo che mi ha fatto volare per un attimo nelle fredde lande glaciali della mia mente; la vetta si raggiunge però con l’omonima “Mare Nostrum”, che al grido di Francesco “Carthago delenda est!!!”, trascina e lascia d’incanto la sala, alterna momenti più cadenzati a momenti tiratissimi, il tutto condito con la magnificienza delle tastiere, sempre in primo piano durante tutto il brano e con la voce di Cristiano (veramente in grande forma) che alterna con una semplicità disarmante growl e screaming.
In conclusione che dire: un esibizione tecnicamente ineccepibile, un affiatamento palpabile sul palco, un pubblico (me incluso!) che ha scapellato, urlato e pogato sotto il palco per tutta la durata del concerto, se si vuole proprio trovare una “pecca” forse è stata proprio la durata del concerto, a mio avviso, e non solo troppo breve, diciamo che avremmo tutti gradito un'altra decina di pezzi! Ma fortunatamente ci sarà occasione di rivedere gli Stormlord nel più importante palco italiano, ovvero quello del Gods of Metal, conferma di come questa band sia tra le poche che riesce a tenere ancora alto lo stendardo del metallo italiano.
Valerio Tamponi


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