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Stormlord + Lahmia + Southern Drinkstruction @ Blackout (23/01/2009) | Radio Tor Vergata
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Stormlord + Lahmia + Southern Drinkstruction @ Blackout (23/01/2009)

Concerti
Informazioni
Anno: 
2009

Finalmente ho di nuovo la possibilità di vedere gli Stormlord dal vivo, dopo aver perso la loro esibizione a giugno sul palco del Gods of metal; pur essendo, giustamente, loro il vero piatto forte della serata, sono anche molto curioso di vedere le due bands che li accompagneranno, ovvero i Lahmia e i Southern Drinkstruction, alle prese con quello che sarà, molto probabilmente un nutrito pubblico.
Purtroppo, come al solito, arrivo leggermente in ritardo e mentre in fila canticchio ad un mio amico il ritornello di “Suck. Duck. Truck. Fuck.”, le stesse note che uscivano dalla mia bocca fuoriescono anche dall’interno del locale; perfetto, capisco di aver perso l’inizio del concerto e quindi sgolo la birra che mi ritrovo in mano e mi fiondo dentro. Fortunatamente (si fa per dire) perdo solo il primo pezzo e riesco a gustarmi tutto il resto dell’esibizione, un’esibizione come al solito alla Southern Drinkstruction: pesanti, diretti e senza fronzoli, potenti, ma che allo stesso tempo riescono ad essere quasi ballabili, grazie alla loro vena southern rock. I nostri non si fanno di certo intimorire e nella mezz’ora che gli è concessa concentrano il meglio del loro repertorio, dalla già citata “Suck. Duck. Truck. Fuck” a “Six Sick Sex”, senza dimenticare il cavallo di battaglia “Voultur Mountain”.
Subito dopo è il momento dei Lahmia, freschi, freschi di top demo su Metal Hammer, nonché già top demo sul Metal Maniac di qualche tempo fa e su Rock Hard, direi delle credenziali niente male!!! La prestazione dei Lahmia sarà difatti notevole, facendomi ricredere su alcuni dubbi che avevo avuto, quando li ascoltai per la prima volta durante la serata del Metal Massacre; in quell’occasione non mi avevano convinto gli stacchi melodici che intramezzavano i loro pezzi. Oggi quelle pause che mi davano un senso di vuoto, le sento meglio legate al resto della struttura dei brani e un pezzo come “Glass Eyed Child”, dove son presenti questi cambi melodici, mi lascia parecchio colpito e, non vorrei esagerare, riesce quasi ad emozionarmi nei momenti più soft e arpeggiati. Inoltre delle pause son quasi doverose, per poter dare tempo di rifiatare ai ragazzi che pogano esaltati dal suono quadrato del death metal dei Lahmia. Anche loro promossi a pieni voti!
Le luci calano e la gente comincia ad accalcarsi sul palco, perché tra poco entreranno in scena coloro per i quali molti sono venuti qui stasera, ovvero gli Stormlord. Il concerto si apre con “Legacy of the Snake”, tratta dalla loro ultima fatica “Mare Nostrum”, pezzo complesso e di forte impatto, che in sede live non perde una virgola, merito anche di un sound ben curato e della presenza della corista Elisabetta Marchetti (assente se non ricordo male al live di presentazione di Mare Nostrum), contraltare angelico dell’indiavolato Cristiano, impeccabile, come lo sono tutti i componenti della band. La scaletta è molto incentrata sui brani del nuovo album, tra i quali spicca Mare Nostrum, già diventata un masterpiece, annunciata a squarciagola da Francesco Bucci e dal pubblico in visibilio, ma non mancano le varie hit degli Stormlord, come “Wurdulak”, “I am legend”, e “Under the Boards”, pezzo che io adoro e che fa scattare un rabbioso pogo, che coinvolge le prime 4-5 file, e mi sveglia dall’incantesimo in cui mi avevano fatto entrare le sue note. Gli Stormlord si confermano ancora una volta una band grandiosa, che chi sa cosà ancora potrà riservarci per il futuro .. sicuramente grandi cose!
La serata si rivela quindi riuscita alla grandissima, sia per l’aspetto tecnico sia per l’affluenza di pubblico, che per il coinvolgimento.
Grande serata che spero si ripeta al più presto! Avanti così!
Valerio Tamponi


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